C’è sempre quel momento che precede l’inizio di un concerto in cui si respira un’aria “insolita”: l’atmosfera è carica di emozione, di adrenalina, di aspettativa. Si sta come in un limbo, in attesa che la tensione si sciolga alla prima nota dell’artista. Un cielo plumbeo avanza velocemente sopra la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, dove in questa serata del 24 Luglio si terrà il concerto di uno dei pianisti nostrani più apprezzato in tutto il mondo: Giovanni Allevi. L’incertezza del tempo fa alzare gli occhi al cielo, ma ciò pare non preoccupare eccessivamente i tanti fan accorsi.

Quando le luci si spengono e la voce registrata annuncia che di lì a poco lo spettacolo sta per iniziare, il pubblico tace. Qualche vip siede tra la gente “comune”, ma l’attenzione ad essi dedicata lascia il tempo che trova perchè il vero protagonista sta calcando il palco, con la sua chioma inconfondibile, una mise inusuale per un pianista (jeans e sneakers) e la voce carica di emozione.

“Sono emozionatissimo!” Queste le prime parole pronunciate dal marchigiano Allevi. Terminato il tour in compagnia dell’Orchestra Sinfonica e dopo aver ricevuto in questo mese di Luglio due illustri Premi, il Premio Madesimo e il Premio Speciale Falcone Borsellino, eccolo qui, nuovamente nella capitale dopo il successo della data di Marzo, con il suo Love – Piano Solo Tour.

Una serata all’insegna di racconti molto intimi, tradotti in musica, che hanno percorso tutta la vita di Allevi, dal suo primo brano composto a 17 anni, Monolocale 7.30 a.m., al brano dedicato alla sua famiglia, My Family, al brano degli ansiosi, Aria, al brano dedicato al suo amore secreto, la musica, Secret Love e a quello per l’asteroide dedicatogli da Cesare Barbieri, il direttore del Dipartimento di Astrofisica di Padova, Asteroid 111561, un luogo che il pianista immagina “come una giungla rigogliosa dove trionfa la natura. Altro che rocce e polvere. E siccome ha 5 km di raggio, ci invito su i ragazzi che vogliono ascoltarmi, e facciamo una vacanza” (fonte: iltempo.it).
La fine del concerto dopo quasi due ore di musica ininterrotta è vicina, il pubblico lo sa bene, ed è per questo che cerca di dimostrargli tutto l’affetto possibile con ovazioni e lunghi applausi. Un gesto che commuove Allevi, tanto che vorrebbe abbracciarci tutti. Siccome gli è impossibile, suona
Abbracciami… ed è tutta per noi!

Due rietrate in scena, “Mi è sembrato di aver sentito bis”, scatenano ancora più il pubblico che vorrebbe che l’artista suonasse all’infinito, ma la consegna da parte delle sciarpettine (le fan onnipresenti) di un mazzo di fiori, pone un punto alla serata. Almeno quella musicale, perchè poco dopo la fine del concerto, Allevi si è concesso un bagno di folla per autografi e selfie di rito.

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