01.10-Sangiorgi

Tra il 6 e l’8 febbraio Roma ospiterà i Premi degli Indipendenti, una manifestazione organizzata dal MEI – il meeting degli indipendenti – che premierà i migliori artisti indipendenti del 2014 e che prevede una serie di iniziative che mettono al centro la musica indipendente e i suoi protagonisti. Per l’occasione abbiamo raggiunto telefonicamente Giordano Sangiorgi, presidente del MEI, per un’intervista in cui ci ha raccontato delle tre giornate romane, dello stato odierno della musica indipendente e di molte altre cose che vi lascio il piacere di scoprire, leggendo.

Di seguito quello che ci siamo detti nella nostra interessante chiacchierata telefonica.

La prima domanda che vorrei farti è sull’evento che si terrà a Roma dal 6 all’8 febbraio, i Premi degli Indipendenti. Mi piacerebbe, quindi, che ci parlassi un po’ di queste giornate e ci dicessi quali sono le idee che le hanno ispirate. 

L’idea è nata per festeggiare i vent’anni del MEI, il meeting delle etichette indipendenti, e per realizzare un progetto che trovasse l’attenzione di una grande città come Roma, dove la scena indipendente mai come oggi è molto viva e vitale, con tante esperienze ed espressioni. Abbiamo incontrato, quindi, il favore dell’amministrazione comunale e insieme abbiamo progettato questi tre giorni.

Ho visto, infatti, che il programma dei tre giorni è molto ricco e pieno di iniziative. Ci potresti illustrare brevemente le attività previste? 

Premi indipendentiL’evento si divide in tre momenti distinti. Venerdì 6 febbraio apriremo le porte della Pelanda Factory, luogo che ospiterà l’intero evento, agli artisti indipendenti ed emergenti che propongono degli inediti e quindi il mio invito è di essere presenti perché sarà l’occasione per ascoltare le nuove produzioni di artisti di rilievo di questa scena, come i Luminal, per citare una indie rock band molto nota a Roma e fra le più interessanti del panorama italiano. E poi ce ne sono tantissime altre, si inizia dalle 16:00 fino a notte.

Sabato 7 febbraio invece sarà una giornata di premiazioni, riconoscimenti storici della scena indipendente, il Premio Italiano Musica Indipendente e Videoclip Indipendente. Dalle 17:00 si succederanno molti artisti, molti gruppi, anche loro dal vivo. Fra questi meritano una segnalazione quelli che hanno vinto il premio principale che sono Riccardo Sinigallia, per il disco indipendente dell’anno, votato da un ampissimo genere di giornalisti del settore, e i Virginiana Miller, che dopo aver vinto la Targa Tenco hanno vinto anche il premio del MEI. Poi tanti altri artisti, compresi quelli emergenti e, ad esempio, l’artista dell’anno di Exitwell, rivista di settore dell’area romana molto interessante che premia un artista emergente, in questo caso Lo Spinoso.

Domenica 8 febbraio, invece, sarà una giornata dedicata al confronto. Dalle 10:30 alle 13:00, attraverso dei workshop, daremo ai giovani artisti, alle etichette auto-prodotte, agli indipendenti degli strumenti per promuoversi meglio. Ci sarà un workshop su YouTube, uno su Deezer, sui social con Fabrizio Galassi, uno su come attivarsi come produttore indipendente con MarteLabel e tanti altri. Verso le 15:00 invitiamo i giovani artisti a portare le loro demo da far sentire ai discografici, ai giornalisti e ai promoter presenti lì che li ascolteranno e daranno loro indicazioni. Infine dalle 15:00 alle 18:00 questi Stati Generali della Musica Italiana. Ci sono circa 12 tavoli che affronteranno i vari argomenti nel settore della musica che permetteranno una raccolta di materiali da inviare al Parlamento e al Governo perché verso fine febbraio si farà un Decreto Cultura che affronterà anche la sistematizzazione della nuova musica nel nostro paese.

A questo proposito, il periodo che stiamo vivendo è caratterizzato anche da una crisi dal punto di vista culturale, soprattutto nell’ambito del mercato discografico e musicale. E poi anche l’annuncio dell’autunno scorso che quella del 2014 sarebbe stata l’ultima edizione del MEI. Vorrei, quindi, un tuo parere su quale potrebbero essere delle possibili soluzioni per modificare questa situazione, anche magari da parte del Governo. 

Noi del MEI insieme ad altre sigle del settore abbiamo avuto un incontro con il ministro Franceschini, il ministro dei Beni Culturali, e un’audizione alla Commissione Cultura del Senato proprio in questi giorni e abbiamo chiesto degli interventi a favore del settore della musica made in Italy,  ossia del settore della scena indipendente ed emergente. La crisi economica è sicuramente una crisi globale complessiva che colpisce tutti i settori, ma il nostro forse in maniera maggiore anche per l’innovazione tecnologica che c’è stata. Detto ciò, è indispensabile valorizzare molto di più la scena culturale del nostro paese perché il rischio con i nuovi diffusori di musica online – ad esempio YouTube, Amazon, Facebook, Twitter, tutti i grandi player nazionali, partendo da Google che è sicuramente uno dei più importanti – è che vengano veicolati solo i grandi artisti major, quelli pop e mainstream che vendono in tutto il mondo. Oggi il pericolo, rispetto al mercato dei cd, è ancora più ampio. Quindi è necessario intervenire in questi settori attraverso una maggiore regolamentazione per gli artisti, norme antitrust, opportunità per la concorrenza per avere più spazio. Dall’altro servono per questo settore, essendo un settore culturale, dei fondi per finanziare i festival della musica contemporanea e della musica indipendente ed emergente che si fanno oggi.  Non si può finanziare – attraverso fondi pubblici, privati e fondazioni – solamente la musica classica, va fatta un’inversione di tendenza sotto questo aspetto. Infine si dovrebbero fornire sgravi ed incentivi a chi investe in questo settore. C’è una battaglia in piedi per avere dei sgravi dal punto di vista dei diritti, da parte della SIAE per i piccoli concerti fino a 200 persone, anche questo può incentivare una maggiore diffusione degli eventi live così come una maggiore equità nei diritti cercando di ripartire fino all’ultimo euro anche per il piccolo autore e il piccolo editore. Si tratta di un cambiamento molto forte che non può che portare ad una riforma di questo settore e che noi ci auguriamo perché è indispensabile per assicurare un futuro ad i nostri artisti che hanno problemi di risorse maggiori rispetto a qualche anno fa.

Il MEI è sempre stato un punto di riferimento per gli artisti indipendenti, la scena indipendente. Io, quindi, volevo anche chiederti cosa volevate creare quando, ormai vent’anni fa, è nata questa realtà?

Quando siamo nati vent’anni fa siamo diventati un po’ il riferimento di quella ventina, trentina di piccole etichette discografiche indipendenti che muovevano i primi passi nella prima parte degli anni ’90 qui in Italia. Siamo nati come festival delle autoproduzioni nel ’95 – abbiamo fatto anche un bel libro degli ultimi vent’anni, per raccontare con una quindicina di voci questa esperienza – e nei fatti siamo diventati subito un punto di rifermento.

Ed oggi cosa rappresentate per gli artisti indipendenti ma anche, in generale, per la musica indipendente? 

Oggi, sicuramente, il mercato è ultra frammentato, ci sono migliaia e migliaia di piccole autoproduzioni. Noi – come ha dimostrato l’ultimo MEI che abbiamo fatto, quello dei vent’anni a settembre – cerchiamo di essere un punto di riferimento per i nuovi artisti emergenti che oggi non hanno più le etichette indipendenti come riferimento ma devono imparare da soli a fare auto-impresa per promuovere a loro produzione artistica. Quindi cerchiamo di dare loro tutti gli strumenti importanti e di fare quelle battaglie indispensabili ad avere più risorse per far sì che un progetto artistico possa avere una base per potersi sviluppare.

E quindi, quali sono i vostri progetti per il futuro oltre a voler continuare a ricoprire questo ruolo?

Intanto crediamo che siano importanti questi tre giorni di festa, di confronto e di incontro a Roma, dove tra l’altro abbiamo avuto un’ottima accoglienza da parte di tutti gli operatori, i promoter, gli organizzatori, le etichette, gli artisti e quindi siamo ben lieti di aver realizzato insieme a tanti protagonisti della scena romana indipendente questo appuntamento. Dopo questo, uno dei sogni che vorremmo si realizzasse sarebbe che la scena indipendente ed emergente del nostro paese avesse finalmente un ruolo nei media, nel servizio pubblico, nei progetti culturali pari a quello che ha il settore classico e lirico quando si parla di musica oppure il settore del cinema e dell’editoria quando si parla di progetti culturali. Vorremmo che la musica fosse considerata finalmente un prodotto culturale al pari degli altri come è nei fatti, perché i festival e le produzioni della scena indipendente ed emergente italiana in gran parte rappresentano le proposte culturali delle nuove generazioni. Quindi è necessario sostenere l’innovazione e la creatività che c’è in queste nuove proposte musicali, anche per far si che il nostro paese possa guardare al futuro e non sempre solo indietro, solo al passato. Un sostegno che deve essere di sistema, fatto dal paese, da chi è al Governo, dagli enti locali, dai privati ma fatto anche da una cultura complessiva che riconosca questo tipo di proposta come una proposta culturale tout court e non come una semplice proposta di intrattenimento.

Cosa ti sentiresti di suggerire ad un artista o ad un etichetta che magari si sta approcciando ora al mondo della musica indipendente e che voglia entrarne a far parte? 

Ciò che consiglio è di fare tutti i passi adeguati rispetto a degli step molto più complicati di un tempo. Oggi, per far conoscere il proprio progetto, è necessario fare un lavoro che implica il decuplo degli sforzi per ottenere dei risultati dieci volte minori rispetto a dieci anni fa. Questo perché, come dicevo, il mercato è ultra frammentato quindi se un tempo per far conoscere il proprio progetto musicale era sufficiente che ne parlassero le quattro riviste di settore, oggi è necessario che venga diffuso dai quaranta siti di settore e magari anche sulle varie piattaforme di social network, di downloading e di streaming. Se in passato, poi, poteva essere sufficiente aprire un concerto a qualcuno importante per farsi conoscere e per far capire se il proprio progetto era valido, oggi invece è necessario suonare in tantissimi posti molto piccoli dove magari sono meno ma complessivamente possono diventare tante. Oggi vanno moltissimo gli home concert o house concert oppure ci sono i piccoli concerti nei club o anche festival e contest, tutti piccoli passi da fare per farsi conoscere in modo qualificato e capire se il proprio progetto ha una motivazione di crescere e di esistere.

E poi invito a non investire molto  nei supporti fisici, ma fare il minimo indispensabile, come si fa un biglietto da visita, e quello magari idearlo in modo originale per i fan e per darlo a chi ti segue in maniera particolare.

Un’ultima cosa che vorrei chiederti e che chiedo sempre alla fine delle interviste è di lasciarci un messaggio che vorresti arrivasse ai lettori e alle lettrici di 100 Decibel. 

Senza una nuova musica, una nuova colonna sonora e senza sostenere chi realizza queste nuove colonne sonore un paese non ha futuro. Quindi è indispensabile che il nostro paese investa nei giovani e in coloro che realizzano queste nuove colonne sonore per il futuro del nostro paese.

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