Monk – I Gazebo Penguins portano a Roma la loro Nebbia (2017, To Lose La Track) in una serata piovosa, e riescono a conciliare esterno ed interno con uno spettacolo più emozionale di quello che ci si potrebbe aspettare. Infatti non vengono soltanto eseguiti i brani del nuovo disco e i classici della band, ma viene anche stimolato il pubblico con lunghe introduzioni eteree. Dall’approccio al sound, i Gazebo Penguins sono cresciuti nel tempo, e ora offrono un concerto più maturo e rotondo.

Le luci sono fredde e le chitarre ariose, lente, mentre i sintetizzatori danno profondità a un’atmosfera già convincente. E allora è inevitabile che brani come la stessa “Nebbia” riescano a calare il pubblico in una precisa condizione emotiva, nonostante il groove potente e frazionato.

L’opinione generale è che, rispetto al passato, i brani dei Gazebo Penguins adesso siano migliori dal vivo. Bismantova ne è la dimostrazione, anche grazie ad un’introduzione che prepara le atmosfere descritte poco sopra. Così anche per “Febbre” e “Atlantide” e per tutti i brani del nuovo album. Da non dimenticare poi i classici, gli inni “Senza di Te” e “Finito il caffè”.

Dal vivo, la band sembra aver trovato finalmente la quadratura del cerchio, con un sound più caldo e ampio.

Luca Secondino

 

 

 

 

 

 

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