Decisamente pop lo stile dei nuovi FRIGO e del nuovo disco dei FRIGO. Non che avevano promesso altro vista la carriera alle spalle ma certamente questa sembra essere una vera dichiarazione di appartenenza ad un cliché che è tutt’altro che banale e superificiale. È sintesi come ci diranno anche loro, anche attenta e precisa a regole di gusto e di estetiche. Si intitola “Non importa” questo nuovo lavoro di 9 inediti pubblicati di iComapany / La Clinica Dischi in cui l’elettronica, eletta forse a nuovo linguaggio rock, regge un’impalcatura di tante sfumature di quell’indie-pop che ormai è ovunque. Ed è un disco sociale quello dei Frigo, un disco che celebra il ritorno alle cose importanti, a partire dall’invito che porta con se il titolo del disco fino alla preghiera laica di questo singolo “Via dei Bardi” – titolo che richiama scenari di provincia decisamente rock. Probabilmente ognuno ha la sua “Via dei Bardi” nella propria vita. Ecco il senso che tanto ci piace di questo nuovo disco dei Frigo.

Il pop nelle più immediate declinazioni. Cosa significa per voi?
Il pop è uno dei linguaggi più difficili da raggiungere. È un lavoro di sintesi estrema in cui quattro accordi e poche parole hanno l’arduo compito di esprimere emozioni profonde e allo stesso tempo essere comprensibili a tanti. Ma quando riesce, si gode davvero.

E quanto rock c’è nel disco nuovo dei FRIGO?
Nel nostro background c’è anche tanto rock. In pezzi come “Leoni da cortile” o “Le casse” lo abbiamo voluto mettere anche nel sound, ma in generale non è disco di chitarre distorte, e non lo è per scelta. In generale cerchiamo di avere un’attitudine rock un po’ come era rock il ragionier Ugo Fantozzi. Nei testi mostriamo le fragilità, le contraddizioni, ma anche la capacità di avere grandi slanci. Senza orgoglio, ma anche senza paura. Proprio com era il buon ragioniere. Abbiamo scritto un pezzo a nostro avviso molto rock che si chiama “La Gioia e l’ansia”. E’ un inno a liberarsi dall’ansia.

Analisi sociale: è l’invito a smetterla di essere fintamente profondi o a smetterla di non esserlo con le cose importanti?
Il titolo del disco “Non importa” è un invito a non lasciar scorrere via tutte le piccole emozioni di cui è fatta una giornata qualsiasi. Perché la nostra vita è fatta di giornate qualunque molto di più di quanto non sia fatta di giorni speciali. È un invito ad andare a fondo e cercare un senso a tutte quelle piccole emozioni che ci attraversano. La felicità improvvisa un martedì pomeriggio e la malinconia improvvisa un mercoledì sera, l’ansia del lunedì mattina, la nostalgia dell’estate, del primo amore, delle lasagne della nonna. Tutte cose che non importano, eppure contano.

E la musica, soprattutto quella pop, quanto è stata relegata nel mondo delle cose inutili da trattare con superficialità?
La musica, e la canzone in generale è diventata sempre più intrattenimento puro. Rapida, da consumarsi subito. Per cui ce ne vuole tanta e sempre nuova. Ed ecco che siamo subissati di musica. Troppa, decisamente. E averne cosi tanta alla fine finisce per non permetterti di andare a fondo su nulla. E invece ascoltare un disco, un bel disco, due o tre volte per intero, ti può dare molto di più che non sentire 10 singoli belli di 10 artisti diversi. Perché ascoltando a fondo un disco riesci a stabilire un’intimità con chi l’ha scritto e suonato. E ad essere intimi, si finisci per sentirsi meglio.

Elettronica: oggi è questo il nuovo linguaggio rock secondo voi?
Forse si. L’elettronica, come Il rock, ha un ché di religioso. A Woodstock era un grande rituale collettivo. Allo stesso modo chiunque abbia trascorso almeno una serata in un club berlinese ascoltando musica house si sarà sentito, almeno per un momento, parte di un rito collettivo. Le forme cambiano ma la musica e il ballo rimangono al servizio della catarsi collettiva. Ieri era il rock oggi l’elettronica.

“Via dei Bardi”. Ok, il riferimento è rock. Ma parlando di vita, a cui fate la preghiera, perché proprio questo titolo?
Via dei Bardi è una stretta e buia via di Firenze fatta di contrasti e contraddizioni. È la via dei palazzi nobiliari imbellettati e il simbolo del rock sregolato dei Litfiba, quello dei night club trash aperti fino alle prime ore del mattino e dei vecchi laboratori artigianali fiorentini. Una via che in pochi metri racconta una e tante vite assieme. Per questo l’abbiamo scelta come simbolo della vita e ci abbiamo ambientato la nostra preghiera. E per ognuno esiste una propria Via dei Bardi. O almeno lo speriamo.

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