Un bel esordio quello di Filippo Villa, cantautore veronese, che ha pubblicato un album dal titolo singolare “Storielle dispari”. Un album che possiamo definire pacifico e a suo modo partigiano dove la voce si mescola con eleganza a quella purezza musicale e si fa portavoce di storie, sogni e illusioni… ma anche le sante disillusioni della gente quotidiana, di tutti noi insomma. Un disco popolare certamente…
Molti sono gli artisti o i presunti tali che in Italia cercano 15 minuti di gloria con qualcosa che il saggio chiamava canzonette… Villa però, in punta di piedi e con soluzioni di fino, è riuscito a raccontare delle bellissime storielle giunte anche in finale al Premio De Andrè in scena all’Auditorium parco della Musica di Roma in quel Novembre 2018.

Ma la storia di oggi è un disco ufficiale come opera prima, in cui la delicatezza si fa lirica di speranza che poi è la stessa che coltiviamo tutti perché torni nella musica italiana quella bellezza e quella grazia poetica di un Artista e che non resti solo e soltanto da raccogliere i cocci di quel bisogno sfacciato nell’apparire e nel vendere. L’ascolto di “Storielle dispari” restituisce dunque la pace necessaria per affrontare un mondo fatto da superficiale velocità che ci rende inermi buratti del sistema. Il tempo… ingrediente caro ai cantautori.
Un disco a suo modo sociale, contro le raffinerie industriali di questo modo di vivere, canzoni trasparenti che giocano con i suoni e con le dinamiche… 11 inediti salvifici contro la velocità.

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