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Durante il week end del 12, 13 e 14 giugno si è svolto ad Epinal, città francese, la trentaduesima edizione del Festival Rues et Cies.

Quarantuno spettacoli differenti, cento cinquantuno rappresentazione durante tre giorni. La Francia è forse il paese trainante del settore, l’arte di strada viene infatti considerata come una delle più alte forme drammaturgiche del nuovo millennio, ed investe molto su di essa. Questo ha permesso così di avere un’impeccabile organizzazione, un’alta qualità artistica, una grande diversità di stili e costanti sorprese.

L’improvvisazione, la sperimentazione, la concentrazione degli artisti, la musica l’arte; tutto con il comune denominatore del divertimento e della passione!

Seguire gli spettacoli e le performances degli artisti è stato davvero emozionante.

La città si è riempita di colori musica ed effetti speciali. Il pubblico, grandi e piccoli, si sono lasciati trasportare dal piacere della scoperta, dall’umorismo trascinante e da momenti di suspance.

Gli artisti, provenienti da tutto il mondo, si dividevano in compagnie IN, scelte in seguito ad una selezione e retribuite e, in compagnie OFF che si presentavano per il festival a titolo gratuito. Tra i vari spettacoli alcuni sono stati una vera sorpresa come Entre Nous di Carre curieux. Due ragazzi provenienti dal Belgio e autori di un’inedita disciplina: due corpi, un albero senza tiranti nè zavorra e un’armonia ludica. Lo spettacolo non solo è stato affascinante per le acrobazie ma soprattutto per la dinamica instaurata tra i due artisti, un’armonia vera che ci ricorda che senza l’altro noi non possiamo nulla. Un piccolo racconto sussurrato attraverso i gesti, la mimica facciale, la tenerezza e la fiducia.

E ancora, il duo australiano Strong lady productions. Lo spettacolo intitolato Leap è stato davvero simpatico. Bellissime e sorprendenti acrobazie, momenti di comicità, grande intesa per un duo che ha affascinato l’intera piazza. Troviamo poi Marco Carolei artista italiano che da più di trent’anni lavora tra Italia e Spagna, ha partecipato al festival con ben due spettacoli diversi Capocomico e Razzmatazz. Conservando la tradizione della comicità diretta, semplice, con l’uso di pochi oggetti come una stampella di ferro, una sedia e spesso anche con la sola immaginazione ha saputo conquistare il pubblico, davvero un esempio di arte di strada, un esempio di comicità trascinante. Ha inoltre coinvolto diversi spettatori rendendoli partecipi e cavalcando l’onda di una divertente improvvisazione. Poi Tango sumo un interessante performance, una danza di gruppo, come un onda che parte con i passi del tango, piano piano con un continuo crescendo che sfocia in una danza primitiva, tribale, un solo essere.

La fox compagnie con La légende de Verbruntschneck uno strano personaggio presenta una favola cavalleresca nella quale un re tenta di salvare sua figlia prigioniera di mostri e stregoni; ed è grazie al coinvolgimento del pubblico, bambini ed adulti, che questa storia prende vita. Divertente, coinvolgente e originale adatto ai piccoli e ad i grandi.

Ed ancora la Compagnie des chaussons rouges con lo spettacolo Petites Navigations Célestes.

Due donne danzano insieme su un filo teso all’altezza di circa 4 metri. Un ballo sublime, una favola raccontata a passo di danza mantenendo l’equilibrio. Uno spettacolo emozionante che ha tenuto tutti col fiato sospeso.

La Rumeur con Piano sur echasses et sa grande diva, prima di tutto una pianista ed una cantanted’opera, entrambe di talento; sicuramente due artiste eclettiche con doti teatrali e comiche che hanno letteralmente stregato il pubblico che ha seguito la compagnia cantando per un lungo tragitto al fianco della Mosella, la sera tardi, per dare la buonanotte a tutta la città. Infatti l’idea di montare un pianoforte su delle grandi gambe metalliche offre nuove prospettive al suono e porta lo spettatore ad una inedita scoperta dello strumento.

Groupe Tonne con lo spettacolo AE- Les années teatro itinerante e sperimentale.

Rivisitazione dell’insieme di scritti di Annie Ernaux, lo spettacolo tocca temi importanti come la liberazione della donna, l’aborto, l’arrivo della modernità, il maggio del 68. La piece vuole turbare, suscitare il dibattito e possiamo dire che ci riesce alla perfezione.

Ed è proprio una frase di questo spettacolo che sembra rappresentare un po’ tutto il festival: “Sauvez quelque chose du temps où l’on ne sera plus jamais” una frase che invita a salvaguardare uno dei tesori della vita, il tempo inteso come memoria della propria storia.

E allora alvate la meraviglia, la spontaneità, il piacere della scoperta, un profumo, una risata una musica … un momento di magica follia!

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