Report Tonino Sorrentino

“Questo mondo ti vuole splendente, e in ottima forma… tu come ti vuoi… tu come ti vuoi?”

Fiumani e’ Fiumani. E’ un super eroe alla soglia dei 60 anni e sul palco, oltre alle sue mitiche camicie, sfodera quella lucida concretezza di chi non passa il suo tempo a svuotare il mare con il secchiello.
I suoi concerti sono catartici, vibrano di energia e al Monk il popolo Diaframmatico si raduna al gran completo sfiorando il sold out.

Freschi del nuovo album  “L ‘Abisso“, i Diaframma si presentano con il nuovo batterista, Pino Gulli (ex Csi), e con la formazione rock  a due chitarre degli ultimi anni.
I decibel del locale superano i limiti più volte durante la serata per  un muro di chitarre di cui, ogni tanto, Fiumani potrebbe fare a meno per dare più luce e più spazio alle sue tante gemme.

In scaletta, in ordine sparso subito le nuove canzoni, che devono crescere, che sembrano un tentativo di resoconto, che intravedono un futuro senza ritorno, che  raccontano storie di vita quotidiana. C’è sempre tanto amore nelle sue canzoni, ma c’è anche un modo unico di raccontare questa epoca catastrofica senza essere moralista e politico.  Su tutte “I  ragazzi stanno bene” che cita gli Who con un sottofondo di amarezza e le “Auto di notte” che svela la fragilità e  le paure dell’uomo. Non farà la tanto attesa Fica Power.

Ad un certo punto parte Elena, ed è li che ad un concerto dei Diaframma cominci a diventare prigioniero. E’ sempre così,  quel riff di chitarra scalda i cuori e ti ritrovi a sorridere, urlare e ballare in maniera molto naturale. Ancora: Blu Petrolio, L’odore delle rose, Amsterdam, Labbra Blu, Io ho te, Gennaio, Siberia, Verde, Diamante Grezzo. La sorpresa arriva con la cover garbata e riuscita di Vita Spericolata di Vasco cantata da tutti senza necessità di bandane e di accendini al cielo!

Ad un certo punto Fiumani abbandona la chitarra e fa un Adoro Guardarti che prende alla pancia. Urlata, sentita, strappata dal cuore. Federico comincia a saltare come se il palco fosse un ring e incita il pubblico alla sua magica violenza in attesa del gong finale.

L’amore segue i passi di un cane vagabondo e i Diaframma  curano le ferite  in mezzo a sorrisi sinceri, tra botte e calci, ghigni e sputi, pugni al cielo e corpi ansimanti.
Quando il resto e’ tempesta, rifugiarsi il  più dentro possibile e’ un atto New Wave.  Se non si va non si vede. Dopo 40 anni tenere tanta gente inchiodata  al palco e farla propria è pura poesia punk. Non diventare mai ciò che non sei Fiumani.  Arriverà l’abisso ed avremo ancora  tempo per guardarlo bene in faccia e saltargli addosso.

PS: Magari alla prossima farà Gloria, non la fa mai, avrò visto 50 suoi concerti e Gloria non la fa mai!

 

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