Si intitola “Trumpet Explosion” il nuovo nuovissimo disco di un grande della tromba italiana. Parliamo di Eusebio Martinelli che dopo tantissima carriera ancora ha energie freschissime per raccontarci il suo personalissimo modo di pensare al suono e all’estetica da dargli. In piena pandemia e dietro le restrizioni che abbiamo tutti conosciuto, rigorosamente a distanza il nostro ha firmato la produzione di un disco assai collettivo, ricco di voci, generi, strumenti e tantissima ispirazione. I grandi classici rivisti e corretti dal suo estro di buone vibrazioni. Un’esplosione come dal titolo… e non si sente che questo disco suona a doverosa “distanza”…

Da Chopin a Piazzolla. Il grande filo conduttore di “Trumpet Explosion”?

Diciamo che ho sempre ascoltato tanta musica, ultimamente anche di più, avendo a disposizione in ogni momento tutta la musica che esiste grazie alle piattaforme streaming. Mi capita alle volte di innamorami di un brano e di fantasticare su come suonarlo, riarrangiarlo e di proporlo alla mia band. Questi brani contenuti in “trumpet explosion” appartengono a generi diversi e periodi storici diversi, diciamo che sono le melodie più belle che ho avuto occasione di conoscere e approfondire con la tromba negli ultimi anni, da Chopin a Piazzolla appunto… 

Hai mai pensato di restituire il tuo suono anche per generi estremi come il metal?

Perché no… La tromba e la chitarra elettrica distorta ritengo possano avere alcune caratteristiche simili e che nel metal si possono ben esprimere. La tromba inoltre è uno strumento che può essere veramente molto potente, vibrante e al quale si possono applicare diverse effettistiche grazie all’elettronica. 

Tantissime le collaborazioni… non su questo disco ma su un prossimo hai mai pensato di ospitarle tutto (dove possibile)? Una specie di album di fotoricordi…?

Anche questa sarebbe una bella idea… Poi oggi con l’isolamento forzato tutti i musicisti sono diventati bravi a registrare per altri nel proprio studio di home recording quindi non avremmo problemi di distanza o logistica. Si potrebbe fare in futuro dai… Eusebio & Friends ☺

Il vero suono secondo te è quello che si sente o quello che si vede? Perché i tuoi concerti non si sentono soltanto…

Nell’ideazione dei miei spettacoli musicali ho sempre dato molta attenzione all’aspetto scenico, consapevole appunto del fatto che al pubblico arriva prima l’aspetto visivo che quello sonoro. Per dare una risposta alla domanda quindi direi che il vero suono è sì quello che si sente ma se si unisce al giusto effetto scenico il risultato in termini di spettacolo non sarà la somma delle due parti ma una grande moltiplicazione.

E poi dicci del modo di stare in scena… anche questo fa parte del tuo modo di pensare alla musica vero?

Penso che Il mio modo di stare in scena sia conseguente al mio sincero e reale divertimento. Sono sempre molto euforico prima di uno spettacolo e carico di energia per tutta la sua durata. Penso che il pubblico veda e senta tutto questo e ciò è fondamentale per lo spettacolo.

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