“Così un giorno ho scritto sul quaderno: io farò sognare il mondo con la musica”.

Ed è una promessa che per anni Elisa ha mantenuto e che continua a mantenere viva anche dopo quattro anni di assenza dai palchi.

Ritorna Elisa dunque per farci sognare, emozionare, ricordare, amare…volare!

Iniziato con la data 0 il 5 Marzo a Rimini e ufficialmente il 7 a Conegliano, dopo Padova, Torino, Genova e  Firenze, lo scorso sabato 15 Marzo il tour ha portato l’eclettica cantautrice al Palalottomatica romano, accompagnata dalla sua band: Andrea Rigonat (chitarra), Curt Schneider (basso), Victor Indrizzo (batteria), Cristian Rigano e Gianluca Ballarin (tastiere), Lidia Schillaci, Roberta Montanari e Bridget Cady (cori).

Dopo la delusione di Sanremo (sua era la splendida canzone Vivendo Adesso, magistralmente interpretata da Francesco Renga) assistiamo ad uno spettacolo che emoziona e lascia senza fiato. Maestoso e curato nei minimi dettagli, dalle luci molto suggestive ai quattro grandi schermi wireless che, spostati durante il concerto sul lungo palco, hanno donato ad ogni canzone la giusta atmosfera: intima o evasiva. Uno spettacolo in cui non sono mancati “effetti speciali”: dal centro del palco è apparso un elegante piano con il quale Elisa si è esibita, per la prima volta davanti il suo pubblico, in una splendida e sorprendente Madame Butterfly di Puccini (avendo iniziato a studiare tecniche di lirica). Un concerto in cui dove importanti sono state non solo le percezioni visive (scene western hanno accompagnato le note di Ancora Qui, musiche scritte da Ennio Morricone per Django, il film di Quentin Tarantino, fino all’apparizione di Tiziano Ferro – ahimè solo in video – sulle note di E Scopro Cos’è La Felicità), ma anche una ricercata cura delle sonorità (sono stati inseriti anche tamburi e jambè per una maggiore enfasi in Prayer)

Diverse anime si sono alternate sul palco: abbiamo visto, all’inizio dello spettacolo un’Elisa grintosa (quasi ginnica), un’anima orientale in un lungo chimono rosso, ottocentesca e infine in perfetto stile anni ’50 per la chiusura del concerto, con un Palalottomatica trasformato in una dancefloor.

Trenta canzoni per due ore e mezza no stop: neanche un minuto di interruzione per non spezzare il filo che ha reso magica la sua esibizione. Meravigliosa la sua interazione col pubblico: il voler cercare a tutti i costi  con un contatto con i fan, allungare la mano anche solo per sfiorare coloro i quali si accalcavano addosso le transenne, come per voler rendersi realmente conto che eravamo lì, tutti per lei. L’emozione ha fatto da padrona. Si pensa (erroneamente) che gli artisti navigati  siano ormai insensibili al pubblico: Elisa ha dato dimostrazione che non è così, vive di emozioni e fa emozionare ,come solo un vero artista sa fare.

La prima parte del live è stata dedicata alla presentazione dei nuovi brani, ma Elisa ci ha riportato indietro nel tempo, a quando con una chitarra in mano ci scuoteva l’anima con la sua grinta ed energia. Di quell’epoca abbiamo riascoltato brani come Heaven Out Of Hell, Broken, Stay, Togheter, Rainbow e Labyrinth (dalla sua anima internazionale). C’è stato anche spazio per le richieste dal pubblico: i fan, muniti di cartelloni, hanno espresso la loro preferenza. Inizialmente si era deciso per Specchio Riflesso, ma poi la scelta è caduta su Swan.

L’Anima Vola è il suo primo album interamente in italiano , una scelta fatta non a caso in questo periodo così particolare per la nostra patria. Ed è proprio sulle parole dette da Elisa per introdurre Eppure Sentire che vogliamo ringraziare l’organizzazione e il Palalottomatica per l’ospitalità. Dedichiamo anche noi questo live a “quelli a cui basta la luce del sole per cominciare e soprattutto per ricominciare; quelli che non hanno tempo per lamentarsi, che agiscono con coraggio anche se hanno paura; quelli che uno per uno, volta dopo volta mi hanno convinta che sì, di sicuro e in ogni caso, l’anima vola!

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