L’esordio di Diego Esposito è un disco di una fattura dolce e decisamente gustosa. Canzone d’autore, fresca, nuova, quella che daremo in pasto al pop d’autore delle radio ma non solo perchè ad ascoltare la delicatezza dei suoni e la semplicità incisiva dei testi, questo disco lo vedrei benissimo anche sotto le immagini di un film commedia, un paesaggio di arie libere e di quotidianità ricche di energia. Si intitola “È più comodo se dormi da me”, troviamo forte e riconoscibili la produzione artistica di Zibba ma soprattutto più di tutto mi colpisce un altro contrappunto: una voce graffiante quasi maculata che con sicurezza e bel canto si piega a raccontare l’amore con una delicatezza quasi infantile…ed infantile non è. Insomma un bel disco che vi consigliamo davvero.

Un esordio delicato e maturo. Come sei giunto a questo disco? Una liberazione, un passaggio o semplicemente un momento per fare il punto?
Questo disco è il risultato di dieci anni di esperienze, non ho scritto solo queste canzoni, ma ho scelto quelle che avevo la necessità di far ascoltare, è un modo per dire “parto da qui”, sono sempre in evoluzione, sto già pensando al prossimo disco, sarà molto diverso da questo

In una scena indie in cui la musica spesso viene intesa “lo-fi”, il tuo mood molto legato alla qualità che tipo di pubblico cerca di colpire? Di certo non è musica per adolescenti…penso…
Può sembrare strano ma non mi sono mai posto questo problema, non ho mai scritto pensando a chi avrebbe ascoltato poi le mie canzoni, ho sempre detto quello che sentivo di dire in totale libertà, quindi questo disco colpirà chi ha voglia di essere colpito e da chi si riconosce in questo mood

Parli della Toscana, parli dell’Irlanda, hai vissuto a Milano e sei originario di Napoli. Insomma…in questo lavoro che suoni troviamo? In altre parole chi ha influenzato maggiormente cosa?
Parlo della Toscana perché ci sono nato, questo influisce sulla mia personalità, ma penso di essere napoletano nelle armonie che uso nelle canzoni, Milano ha trasformato la mia voce e le mie sonorità

Da Dalla a Damien Rice. La rotta è bella lunga. Dentro potrebbe starci chiunque. Nello specifico verso chi punti lo sguardo?
Punto a fare cose nuove sempre, non dimenticando mai da dove sono partito, i dischi che mi hanno emozionato

Citiamo Zibba tra le collaborazioni di questo lavoro: la sua scrittura in che modo ti ha contaminato?
Sono fan di Zibba, l’ho ascoltato molto e di sicuro sono stato contaminato dal suo modo di scrivere, quando mi ha chiesto di fare la direzione artistica di questo disco pensavo che fosse un sogno

Hai mai immaginato che disco ne sarebbe venuto fuori?
Questo disco è esattamente quello che immaginavo nella mia testa, è un disco al quale tengo molto, anche perché è il primo.

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