L’occasione é di quelle uniche, attese da mesi, e l’aria questo 18 aprile é quella di una grande festa dove duecento amici si ritrovano con la gioia di stare insieme e celebrare… nel modo di chi ama il rock.

Stasera infatti l’amico Andrea Ciccomartino, letterato nonchè leader della band Graal, presenta il frutto della sua raccolta di anni di ricerche. Andrea ci aspetta infatti al Jailbreak dietro una grande pila di ‘Anni di Metallo’, ovvero il libro che é la summa degli anni d’oro di metal ed hard rock nati a Roma con le 150 bands capitoline che ne hanno scritto le pagine di storia. Storia che é anche presente, perché stasera ascolteremo in dimensione live quattro di questi gruppi: gli stessi Graal, gli S.O.S, i celebri T.I.R, e The Raff.
Quando Marco Fatini, anima di Stirred Zoneche firma l’organizzazione di tantissimi concerti rock, sale sul palco con

Graal

Graal

Fernando Regaldo (chitarrista di S.O.S.), ed Andrea Ciccomartino, la festa inizia. La festa dei bei ricordi, intendiamo, perché Marco e Fernando ricordano quando si bussava a tutte le porte dei locali per avere una data e suonare, o di quando in mancanza del supporto che magari hanno avuto le band del nord nello stesso periodo, qui a Roma ci si arrangiava a fare musica con il nulla e si facevano le prove nei posti più impossibili. Eppure siamo ancora qui, dice Marco, e presenta le tre grandi band che all’epoca già c’erano e che stasera suoneranno per il Jailbreak, il locale che da sempre ospita il rock romano, e che risorge oggi dopo il vandalismo ed i furti che lo avevano costretto a chiudere solo dieci giorni fa. Il consiglio dei tre senior sul palco per i giovani è proprio di non arrendersi, di continuare a proporsi,  perché i nuovi rockers sono bravi tanto quanto quelli che negli anni ’80 suonavano già. Lo stesso Marco Fatini ci rivela, commosso a modo suo, che si é ritrovato nel libro come batterista dei suoi Nemesis. Il libro, completo di cd con una sofferta scelta di pezzi emblematici (Andrea ci rivela che avrebbe voluto includerne molti di più), va a ruba e passa di mano veloce, con il grande valore che si porta dentro. E come non dedicarlo, infatti, a Baffo Jorg, scomparso prematuramente poco più di un anno fa, che delle band di Roma faceva parte, e per cui aveva speso tutta la sua vita. In sala vediamo i grandi nomi del metal romano, amici che sono qui per festeggiare tutti assieme con i più giovani che non mancano.

Archiviato (si fa per dire, perché l’emozione viaggia alta) il momento della presentazione, si passa al nostro rock live!

Infatti, poco prima delle 23 Ciccomartino resta sul palco perché i suoi Graal sostituiscono i Messerschmitt che non ci saranno. Tre pezzi per l’open act, con Alex Giuliani alla batteria, più Michele e Danilo, per un’esplosione di hard rock fatta di perfetti brani originali in inglese come nella tradizione dei Graal.

Tempo di SOS alle 23, la storica band romana che fa hard rock in italiano, ovvero Michele, Eugenio, PinoBruno alla voce, e Fernando.
Quando parte il primo pezzo tutti i ragazzi si precipitano sotto il palco, moltissimi con le t-shirt delle band, perché il rock qui si ascolta in piedi a pochi cm da chi suona. Questo è il supporto e lo scambio che vorremmo vedere sempre. ‘Nessuno deve essere solo‘ cantano gli SOS, e se chiudiamo gli occhi sul palco ci sono sempre cinque ragazzi pieni di voglia di suonare hard rock. ‘L’inferno è qui‘, ma anche senza chiudere gli occhi i ragazzi ci sono ancora. ‘Siamo sulla soglia‘ e la protesta c’è tutta, intatta, in queste parole… ‘La soglia del dolore‘. Pino cura i riff, e poi tocca al pezzo scritto da Regaldo, che tutti cantano in coro. ‘Mi sono innamorato di una pornostar‘, ed é acclamazione! Fernando chiude suonando con i denti nella miglior tradizione.
Sul palco i T.I.R., attesissimi, leggendari. L’atmosfera sale, il caldo aumenta giá dai primi refrain. Linea d’attacco con basso, due chitarre e voce. I muri tremano percossi dalla doppia cassa della batteria. Anche per i T.I.R. energia da ventenni nei testi urlati in italiano. ‘Questo è il massacro della civiltà’. Il pezzo successivo è ‘Vai‘  Le braccia tatuate e borchiate del vocalist stringono il microfono al parossismo sui velocissimi ritmi dell’hard metal. Sergio e Danilo alla chitarre ci pettinano come promesso. Su Amsterdam, vecchio pezzo che ora si chiama Nell’anima e parte lento per scatenarsi sul chorus ‘Nell’anima é il Dio che é in te‘, si va giù pesante con le distorsioni ed i muri. Segue Shout, che tiene fede al titolo, con bellissime polifonie. Satan’s way é l’ultimo travolgente pezzo per T.I.R.
The Raff prendono possesso del palco a mezzanotte passata in formazione power trio e testi in inglese. Ormai sottopalco é tutto stipato e si scapoccia in stile metal sui ritmi ultra veloci della band che ha valicato il millennio restando in attività.  Mezz’ora scarsa di muri impenetrabili e ritmica che è un concentrato di energia per The Raff che dopo quattro brani staccano, ma tornano richiamati dal pubblico per un quinto ed un sesto brano, oltre l’impegno preso di quattro pezzi a band e niente di più, ma le richieste sono incontenibili e siamo tutti stanchi e felici, con l’entusiasmo al massimo. Questo é l’effetto di una grande festa come quella che abbiamo vissuto stasera, ed il ricordo da lasciare ai tantissimi giovani musicisti che anche stasera sono qui tra noi.
Grazie al Jailbreak ed a Stirred Zone per averci ospitati, alle band che hanno suonato, e a tutto il pubblico per l’entusiasmo,
Per saperne di più consiglio a tutti ‘Anni di Metallo’ .
Info: ventidueit@yahoo.it

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