Ancora una volta, il Teatro Tirso de Molina si è affollato di gente per uno spettacolo degno di nota, anzi, oserei dire che è stato nuovamente un vero e proprio salotto, in cui musica, chiacchiere, risate ed emozioni si sono mescolate, fra palco e platea, fra artisti e spettatori, grazie alla sagace e cordiale ospitalità di Stefano Mannucci.

Serata dedicata ad un evento unico e particolarissimo, da segnare come data storica in calendario, quella dello scorso 15 aprile: la reunion dei Denovo, i quali hanno scelto proprio l’intimo (ma gremito) teatro nel cuore del quartiere Parioli di Roma, per ritrovarsi finalmente insieme, a tanti anni di distanza e presentare in anteprima il loro ultimissimo lavoro discografico, Kamikaze Bohemien, che è uscito ufficialmente in vinile il 19 aprile, in occasione dello Record Store Day e che sarà possibile trovare in versione cd dal prossimo 15 maggio.

Prima della band catanese, sul palco sono saliti altri musicisti. In primis, Tommaso Di Giulio, classe 1986, già conosciuto nell’ambiente cantautorale italiano, grazie alle sue doti canore e di polistrumentista. Simpatico e coinvolgente, nelle sue chiacchiere con Mannucci, intrattiene allegramente il pubblico e sembra che non ci sia affatto una distanza fra palco e pubblico, si interagisce, qualcuno sale sulla scena, qualcun altro viene ‘catturato’ da Mannucci stesso, per intervenire nei divertenti aneddoti che si susseguono, legati ai temi delle canzoni di Tommaso, che ha presentato alcuni brani tratti dal suo secondo album, Per fortuna dormo poco.

A seguire, è il turno di Awa Ly, cantante francese, di origine senegalese, ma adottata dalla città di Roma. Awa è affascinante, ha una voce soave e vellutata, sarà per la sua cadenza un po’ francese che si avverte quando parla e anche quando canta in inglese. Il pubblico rimane rapito durante la sua esibizione, accompagnata dal chitarrista Massimo Giangrande. Tra i brani presentati, ricordiamo Doum Doum Doum, ttatto dalla colonna sonora di Allacciate le cinture, ultimo film di Ferzan Ozpetek e poi Mad World, canzone dei Tears For Fears, rivisitata recentemente da Gary Jules, interpretata da Awa Ly con una bravura da mozzare il fiato.

Dopo la pausa di rito, si riapre il sipario e appaiono finalmente i Denovo. In testa alla formazione, i due volti più noti, forse perché non sono mai usciti dalla scena musicale italiana: Luca Madonia, esibitosi sul palco di Sanremo nel 2011, assieme al Maestro Franco Battiato e il messinse Mario Venuti, sempre celebre per i suoi testi delicati e poetici e per la collaborazione con l’amica conterranea, Carmen Consoli. Con loro, Toni Carbone e Gabriele Madonia. Si parte con un vecchio video, stile “operazione nostalgia”, in cui appaiono i Denovo in una trasmissione di Renzo Arbore, con un giovanissimo Stefano Mannucci a fianco. Poi, fra chiacchiere e musica, la serata scivola piacevolmente, ricordando anche quello che fu il loro ultimo album, Venuti dalle Madonie a cercare carbone, datato 1989, prodotto proprio da Franco Battiato. Loro, ispirati da colossi stranieri come Talking Heads e Bealtes, sono stati fonte di ispirazione per le nuove generazioni di musicisti che sono andati ad imporsi nel panorama canoro italiano degli ultimi vent’anni, come ad esempio i Subsonica o Samuele Bersani o Max Gazzè. Sale poi sul palco anche Francesco Fracassi, che racconta come, poco tempo fa, ha casualmete ritrovato delle vecchissime registrazioni dei Denovo, mai venute alla luce sino a quel momento.

E così, la storica band catanese torna in pista e lo fa in grande stile. Ci auguriamo per loro una nuova, fulgida e ricca carriera musicale, sempre ben gradita alle nostre orecchie.

Ringraziamo ancora Stefano Mannucci e il teatro Tirso de Molina per la cortese ospitalità.

 

 

Comments

comments