Si intitola “Cuore Elettroacustico” il nuovo mondo sono di DEDO che esce con un disco ricco di 10 nuove canzoni (anzi l’ultima è un brano strumentale) che sinceramente un pochetto mi spiazzano essendo abituato a sentirlo suonare suite da discoteca di cui peraltro sono molto poco ferrato. Eppure questo DEDO, tanto per fare rivoluzione di forma, lo conosciamo come trombonista (da Sanremo a Gazzè): eccolo a sfornare un bel disco estivo ma non troppo, “pop” italiano ma neanche tanto che poggia i piedi e le mani sulla falsa riga di quel che il suo amico Max ogni tanto tira fuori, riferendoci a cose eclettiche, estive e “colorate” (la mano degli arrangiamenti in fondo è sempre la stessa e si sente), e troviamo anche fortissimi richiami alla follia sociale di Elio. Insomma DEDO non si fa mancare nulla e di riempie questo disco di frecciatine infuocate al potere logorante delle televisioni, dei media, e punta il dito contro un popolo sempre più social e sempre meno sociale. E il cerchio si chiude se pensiamo che in due brano distinti del disco troviamo due bassisti d’eccezione a dar mano forte al tutto: Max Gazzè e Faso. Un bellissimo ascolto…

Un nuovo disco…un “Cuore Elettroacustico”: come a dire uomini in carne e ossa ormai su una trasformazione digitale? Qual è la chiave di lettura?
La trasformazione digitale è ormai in atto da parecchi anni ed è solo l’inizio di un lunghissimo percorso che ci vedrà, in un futuro prossimo, sicuramente fusi ad una realtà virtuale.

Da arrangiatore e compositore: un tuo disco nasce dagli “scarti” di idee che hai partorito per altri progetti? In qualche misura questo ti è mai capitato?
In questo nuovo album ci sono idee che vengono dal passato ma soprattutto canzoni estemporanee che nascono dal confronto con la realtà è con esperienze di vita vissuta. Non mancano certo momenti di utopia e di puro amore per la vita. Ci sono brani che riesco a comporre in un solo giorno ed altri che hanno bisogno di più tempo.

Oggi in forza alla musica di Max Gazzè: quanto hanno comunicato assieme questi due mondi? Chi ha contaminato chi?
I due mondi sono molto vicini, amiamo entrambi la buona musica anche se veniamo da retaggi diversi. Io provengo dal mondo della musica classica, anche se poi ho vagato per anni tra il jazz e la musica brasiliana. L’esperienza vissuta con Max Gazzé mi ha aiutato a capire meglio la musica leggera e l’uso dei sintetizzatori di cui lui è maestro. Se questa si può chiamare contaminazione ne sono stato investito.

Perchè questo strumentale finale? Un po’ rubato allo scenario di Elio e Le Storie Tese e un po’ alla scena Ska…insomma che origina ha?
Nei precedenti album non avevo mai inserito un brano strumentale ed è proprio con “il ballo del maiale ingrifato” che ho voluto dare sfogo alla necessità di dare rilievo ai miei strumenti principali , il trombone e la tromba. Le origini sono strettamente collegate ai miei esordi all’età di 11 anni con la banda musicale di paese.

Giocando con le parole fai della sana polemica che non guasta anzi. Canzoni per una denuncia fine a se stessa o canzoni per invitare sottilmente ad una soluzione?
La polemica fine a se stessa serve a poco, un artista ha l’obbligo di informarsi sulla politica e gli accadimenti nel mondo. Chi ha la possibilità di esprimersi davanti a più persone dovrebbe dire la sua opinione sulle scelte politiche di chi governa. Le canzoni probabilmente non cambiano il mondo ma in qualche modo possono far riflettere o solo sognare.

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