L’aveva detto Manuel Agnelli che voleva una pelle splendida, e quindi eccolo qui al tavolo dei giudici di X-Factor. Diciamocelo. Morgan ha fatto la storia del programma. Il gruppo vincitore della prima stagione, gli Aram Quartet, ha portato in prima serata su rai 2 Beatles, Who, Pink Floyd con tanto di maiali e muro.

La funzione educativa che Morgan e la sua cultura musicale hanno dato al programma, ha fatto la differenza. Ogni era finisce così come la salute mentale di Morgan, e a salvare la situazione è arrivato Mika che ha saputo con la sua superiorità umana, unire insieme i giudici e fornire un bello spettacolo. Peccato che come giudice facesse pena, ma come persona era meraviglioso: da andare lì ad abbracciarlo e a parlare per ore. E a me gli abbracci non piacciono un granché!

Dopo tanti anni era difficile andare avanti, e all’annuncio dei nuovi giudici tanti hanno storto il naso. Il pericolo defilippizzazione era dietro l’angolo. Ma il fato ha voluto che Manuel Agnelli dicesse di sì, e lo ha fatto nel miglior modo possibile: “Non rompete i coglioni voi alternativi finti del cazzo”.

No, non ha detto così, ma il succo mi pare fosse quello:

L’alternative rock è stato svuotato dei suoi significati, è diventato moda, così come prima è successo al punk, alla new wave, al grunge. Ormai è solo una schiera di fighetti che vivono con i genitori e hanno scelto un costume, e se tu non lo indossi sei uno sfigato. E io ho 50 anni e non ne posso più”. (da Vanity Fair)

L’alternativo all’alternativo. Adoro.

Le aspettative non sono state tradite: si è messo lì con la serietà di chi prende un impegno anche se un po’ forse gli fa schifo, per contribuire ad uno spettacolo generalista con la sua schietta opinione. C’è una legge fondamentale: le fonti di informazione non devono essere né gentili né carine per essere prese sul serio dalla gente. Devono essere credibili. E Manuel Agnelli è dannatamente credibile e da subito se ne sono accorti tutti. Se ne frega dell’opinione della gente, ma allo stesso tempo mette a disposizione la propria sensibilità. Non è mai stato spiacevole, ma vero e sincero anche nell’esprimere emozioni.

Soprattutto, però, quella che è emersa è la serenità di chi sa quello che fa, di chi ha le idee chiare e nessuna paura di esprimerle, di chi sa mettersi in gioco e mettere al servizio degli altri la propria esperienza.
La televisione fa parte della nostra vita, cerchiamo di sfuggirla con le serie tv e i film, ma quando per una volta possiamo godere di un intrattenimento intelligente e divertente, siamo contenti così e ringraziamo chi non fa il fighetto e si mette al servizio di noi menti musicalmente inferiori.

Foto di Sara Ciommei

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