Davide Buzzi pubblica “Non ascoltare in caso d’incendio”. Un disco che prende dal pop e dal rock storico degli anni antichi di enormi miti e leggende e lo fa italiano, a modo suo. Non a caso troviamo Massimo Priviero tra le featuring. Non a caso troviamo il cantautore australiano Jason Kemp. E probabilmente anche per questo che troviamo il suo omaggio a Pierangelo Bertoli con la splendida “A muso duro” che sfoggia un emancipato suono di “rock”. Un disco on the road, un ascolto privato di basse frequenze, decisione artistica che ancora so come prendere. E questo video che supera le 500 MILA visualizzazioni? Tutto molto curioso…

Un suono rock che però dal rock classico con una sezione di drumming potente cerca di andare altrove. Scelte di design volute in questo modo non è vero?
Io credo che quando si inizia un progetto, qualunque esso sia, si devono avere limpidi in testa da dove si deve partire e dove si vuole arrivare.
Io e Alex Cambise, quando abbiamo cominciato a dare forma a questo progetto, avevamo già deciso quale impronta dare a tutto il lavoro, delle melodie tipiche della canzone d’autore italiana, un rock possente che flirtasse un po’ con la tradizione americana e soprattutto che delle batterie si sentissero e non rimanessero confinate in sottofondo come oggi sempre più spesso si sente. Scelte volute e che credo si sentano bene, quasi una specie di marchio di fabbrica

Che significa per te il ROCK? Nel tuo disco si “cita” la grande storia internazionale…
Il rock è un modo per cercare di arrivare al cuore della gente. E anche alla testa. Il rock è irriverente, spregiudicato. Il rock è un diavoletto che ci permette di far dondolare o ballare l’ascoltatore mentre gli parliamo di temi importanti e magari anche complessi. Con il rock possiamo dire delle cose “non facili” facendo sì di essere ascoltati. Certi discorsi non si potrebbero fare in altro modo, la gente non li vorrebbe sentire manco per sogno. Il rock invece li sdogana e li fa passare. Dopo magari qualcuno comincia a riflettere su quelle cose e alla fine ci può pure scappare una rivoluzione (ride, ndr).

Ma la musica di Davide Buzzi resta ancora in Italia o sbaglio? E mi riferisco al tuo scrivere in italiano… non pensi sia limitante per te e per la tua vena espressiva?
La mia musica e le mie canzoni sono fatti per rimanere in Italia!
Con questo non voglio dire che io non desideri anche che le mie parole possano andare altrove, ma l’Italia rimane un punto fermo da sempre nelle mie intenzioni.
Io, seppure non italiano (Davide Buzzi è Svizzero, ndr), sono comunque di origini italofone. Sono nato e cresciuto “in italiano” ed in questa cultura che io mi rispecchio e mi ritrovo.
L’italiano è la lingua più bella del mondo, è ricco di sfumature, di modi di dire, a volte si può cambiare il senso di una parola spostando semplicemente un accento e spesso si può cambiare il senso di una frase cambiando il posto ad una virgola. Non credo proprio che scrivere in italiano possa essere limitativo, anzi, ma anche no!

Il tuo video di lancio ha superato le 500 MILA visualizzazioni. Ci sveli il trucco? Come si riesce a fare tanto?
Non lo so…
Credo semplicemente che TE NE VAI e il video che l’accompagna siano piaciuti, anche perché entrambi sono molto enigmatici e ricchi di mistero. Le immagini del video sono state riprese al Luna Park abbandonato di Greenland a Limbiate, un posto assai oscuro e inquietante e che in effetti desta molta curiosità. Anche la storia raccontata ha un suo lato conturbante e riesce a mantenere lo spettatore incollato allo schermo fino alla fine. Poi il fatto di avere lanciato l’intero progetto di NON ASCOLTARE IN CASO D’INCENDIO con un concerto di presentazione nella bellissima cornice dell’Alcatraz di Milano, dove lo scorso 15 ottobre ho avuto la fortuna e l’onore di aprire il concerto di Massimo Priviero, ha certamente contribuito anche al sucesso del video. Qualche curioso sarà andato a vedere chi sono e cosa faccio e, come le ciliegie, una cosa tira l’altra e via dicendo…

Chiudiamo pensando al tour… Davide Buzzi dove possiamo trovarti?
In realtà non ci sarà nessun tour. Non si tratta di una mancanza di rispetto nei confronti del pubblico, semplicemente la mia salute da qualche anno fa un po’ i capricci e non mi permette più di assumermi lo sforzo e gli impegni di una serie di concerti. Peccato, sarebbe stato bello, ma questo purtroppo non è più possibile.
Comunque con Alex e gli altri musicisti abbiamo in previsione di fare magari un paio di date nel corso dell’anno nuovo, ma tutto molto easy! Se capiterà bene, se no mi affiderò solo a stampa, radio e web per promuovere questo nuovo album e i prossimi due che presto seguiranno.
Comunque se qualcuno vuole contattarmi o seguirmi, io sono facilmente rintracciabile all’indirizzo del mio sito ufficiale, www.davidebuzzi.com o sulla mia pagina facebook

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