Foto di Guglielmo Spagnoletto

La  notte scende rapidamente sull’Alvarado Street. Ma non è la lunga strada dei casinò di Las Vegas. E’ il piccolo locale di via Attilio Mori al Pigneto, dove lo scorso 17 ottobre gli  Wait Hell In Pain e i Darkage, si sono confrontati sul palco del rock, di uno dei locali dal punto di vista dell’acustica, sicuramente migliori di Roma.

La sala della musica live perfettamente insonorizzata permette l’ottimo ascolto della potente musica di questi due gruppi, uguali e diversi … forse speculari tra di loro. Il mondo delle creature della notte, descritto dalla canzone “Creature Of The Night” eseguito dai Darkage era la ad aspettare avidamente note alte, tecnicismi, suoni distorti ed aggressivi. Una buona e dannata dose di rock adrenalinico. I Darkage aprono le danze,  nella serata del 17 ottobre; vestiti in abito scuro come la notte che scende e si tiene pronta ad essere scossa dalle onde d’urto. Essi sono: Domenico Sepe alla voce, Gianluca Polito alla batteria (e al cane protagonista del brano “The Dog“), quindi il bassista Domenico Cannatà e la chitarra di Dario Laurenzi. I Darkage ci sanno fare, il loro stile è puramente in linea con il metal  anni ’80. Molto thrash con venature speed metal. Tra i brani che ci sono particolarmente piaciuti, sicuramente il già citato “The Dog” che viene in maniera scherzosa e goliardica dedicato al cane di Gianluca Polito.  Poi “The Bells” che, come spiega Domenico Sepe è una canzone con un “testo rimaneggiato di un’opera di Edgar Allan Poe” e quindi anche la bellissima “Creature Of The Night”, creature della notte, per l’appunto. Che dire? Bravi sicuramente, da seguire con interesse. Dopo di loro la scena del palco dell’ Alvarado Street è tutta per gli W.H.I.P.  Coinvolgenti, scatenati come sempre. Una grande performance degna di rispetto anche per loro. Ma non poteva essere altrimenti, i Wait Hell In Pain, sanno sempre e comunque garantire un grande spettacolo.

Il loro progetto nasce nel settembre 2011 dall’idea del chitarrista Stefano Prejanò e di Kate Sale alla voce con l’intenzione di proporre un repertorio hard rock con influenze metal. Ma è soltanto nel febbraio del 2013 che la band assume la formazione definitiva con il batterista Stefano Rossi, e trova la propria identità musicale virando verso il Metal. Oggi la band propone una musica molto complessa, che spazia dall’hard rock al prog, dal gothic metal all’ alternative rock. Un genere musicale che loro stessi amano definire WHIP Metal, in quanto punto d’incontro tra le varie provenienze musicali dei vari componenti del gruppo:  rock/metal per quanto riguarda Kate Sale e Stefano Prejanò, rock progressive e metal per il batterista Stefano Rossi, hard rock per l’altro chitarrista Ludovico Luce, pop rock e funk per quanto concerne Damir Rapone il bassista. Una pregevole esibizione che ha incluso anche la cover dei Muse “Supermassive Black Hole“, splendidamente interpretata dalla stupenda voce di Kate. Poi ancora i brani più apprezzati da chi segue da tempo gli Wait Hell In Pain: “Stolen Dream”, “Delirium”, “Sleepless”, “The Game”, “Behind The Mask”, “Forbidden“. Stefano Prejanò e Ludovico Luce trovano il tempo per scherzare con Mauro Fiore degli Inverso, che si trovava tra il pubblico, esibendosi in virtuosismi di chitarra ad hoc, suonati giù dal palco. Kate canta un brano con la sorella Mymmi anch’essa cantante e immancabile ad ogni appuntamento con gli W.H.I.P.

La serata ha visto protagonista anche 100 decibel che figurava tra i media partner dell’evento all’ Alvarado Street. E siamo stati davvero contenti di aver avuto quest’occasione.

Si ringrazia l’Alvarado Street per l’ospitalità e l’accoglienza.

 

 

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