Il Presidente – come i suoi fan lo invocano prima dell’inizio del concerto – sul palco del Postepay Rock in Roma, nella sua città con un concerto creato per l’occasione  dove ha ripercorso una antologia di tutta la sua lunga e solida carriera, accompagnato da una band di nove musicisti: amici cui è legato da tempo, al suo fianco da diversi anni: Piero Monterisi (batteria), Gianluca Misiti (tastiere), Gabriele Lazzarotti (basso), Duilio Galioto (tastiere), Sebastiano De Gennaro (percussioni e al vibrafono), Daniele Fiaschi (chitarre), Marco Santoro (fagotto, alla tromba e ai cori), Adriano Viterbini alle chitarre e Ramon Jose Caraballo Armas alla tromba e percussioni.

10 telecamere sparse nel grande spazio di Capannelle con  la regia del cineasta Riccardo Grandi che, oltre a riprendere il pubblico e l’intero live ci ha regalato immagini di repertorio della carriera dell’artista.
La scaletta è soprattutto una serata di festa, ripercorre i grandi successi e brani mai eseguiti o eseguiti raramente nei live con la presenza di diverse ospitate.

Simone Prattico, suo primo batterista dai tempi del liceo per l’esecuzione di il flamenco della doccia.

Andrea Leuzzi degli Otto Ohm. Il bassista Emanuele Brignola e del chitarrista Maurizio Filardo, tra i più vecchi collaboratori del cantautore romano, definiti “braccia destre o sinistre, pezzi di me”.

Funky Pushertz, i rapper napoletani che hanno aperto il concerto assieme a Wrongonyou e BaunS, per Bio Boogie con il pubblico trascinato dal battimani.

E non poteva mancare la dedica al fonico-amico Gianluca Vaccaro, recentemente scomparso, “È la persona con cui abbiamo fatto anche il disco del trio con Niccolò e Max , ricordarlo è inevitabile. Lo faccio con il primo brano che ho registrato con lui”. L’omaggio è Datemi un benzinaio.

Come c’era da aspettarsi, il pubblico si incendia sulle note di La paranza facendo ballare tutta Capannelle o per Salirò al posto del ballerino della versione originale  un simpatico Lillo gli fa il verso e lo stesso D.S. ride divertito.

Il concerto si chiude con Testardo – brano che è inno alla sua romanità-  con l’intera partecipazione corale del pubblico.

Non c’è dubbio che la festa preannunciata in questi giorni dal cantante stesso, sia riuscita alla grande, una lunga festa che ha sforato l’orario previsto di conclusione con il conseguente taglio di alcuni pezzi in scaletta che a me sinceramente ha lasciato l’amaro in bocca – chissà gli 8000 fan come l’abbiano presa -.

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