Un disco come “English Aphasia” non poteva mancare sulle nostre pagine. Li dove il rock sposa la psichedelia ed il pop, quel potere visionaria, alla Bowie o alla Eno, quello di chi, nel creare, non bada alle forme e agli stilemi ma si lascia contaminare. In tutto questo, artisti come Daniele Faraotti, fanno la loro comparsa d’autore firmando opere che raschiano le abitudini in modo anche fastidioso, ma che sanno davvero aprire gli orizzonti quel poco che bastano per risvegliarci da questa resa incondizionata verso i cliché. Un tempo, la canzone d’autore italiana lo faceva alla grande, da Battiato a Rocchi (tanto per citare i primi due che mi venivano alla mente)… se davvero tutto questo è rimasto, un disco come “English Aphasia” lo ha raccolto davvero bene. E queste liriche che non sono parole ma grammelot, quasi sempre almeno, la dicono lunga… lunghissima… e occhio al video di lancio: davvero fatto “con i piedi”!!! Anche questo è rompere le abitudini… come anche nella chiacchierata che segue.

Noi parliamo di Rock. E non solo di Rock inteso come genere ma anche e soprattutto di rock inteso come modo di vivere la musica e la vita. E questo disco credo sia un’opera decisamente rock. Non è così?
Il rock lo cerco e lo scovo sempre – il rock è anche nel vivace op. 135 di Beethoven – è una composizione con intro, riff, solo di violino su ostinato , ripresa variata con finale sussurrato . Se poi ti riferisci alle limousine, groupie, droghe, promiscuità, alcol, concerti in giro per il mondo dormendo nel furgoncino ossia Hotel 5 stelle gettando televisori dal balcone – no! Ho fantasticato tutto ciò nella mia adolescenza – ho seguito i miei eroi spendendo una fortuna in libri e riviste – per non parlare della sostanza – dischi acquistati tre/quattro volte – opera omnia naturalmente – quando possibile anche le partiture – non mi son perso niente. La parte mitica solo sublimata. Il disco è decisamente rock – la mia anima è rock (Celentano però non c’entra niente). A questo proposito un paio di anni fa un concerto con gli Experience Excentrique – sestetto per cui ho scritto e trascritto parecchia musica di epoche e stili diversi alla ricerca della matrice rock – il rock lo sento in Beethoven, in Stravisnky, in Bartok e naturalmente in quell’elenco di musicisti/bands davvero troppo esteso per essere qui menzionato. Ne cito uno solo, così, per affetto: Gentle Giant. Siamo ciò che ci succede tra i sette e i quattordici anni ? Nel mio caso gli anni vanno dal 1967 al 1975 . Non aggiungo altro.

Io sottolineo di nuovo il fatto che questo disco somigli proprio al tuo modo di pensare alla vita. Non ti conosco ma penso proprio che sia così. Che mi dici?
Bella domanda. La mia vita è alla continua ricerca di tempo – tempo da dedicare alla musica . Non è sempre facile. I contrattempi per un creativo sono sempre dietro l’angolo – una mattinata di lavoro buttata via per pagare un bollettino in posta ossia altre incombenze davvero opprimenti – vabbè poco male – si apprende – mi organizzo meglio di un tempo e da quando non fumo più sono più concentrato – ecco, tornando alla domanda precedente – a proposito del vivere la musica e la vita con una intenzione rock; circa trent’anni di fumo – sigarette come cibo e in quantità industriali – alla Frank.

Trasgressione alla forma canzone inseguendo stilemi davvero alti. Bowie uno su tutti… ma non solo lui insomma… trasgredire alla forma canonica cosa significa per te?
Mi dovesse capitare di scrivere una canzone come “Life on Mars” , oppure “Goodbye Yellow Brick Road” ossia “Rocket Man” oppure “Yesterday”, certo non la rispedirei al mittente – al tempo stesso però la canzone miracolata non dovrebbe avere niente in comune con le canzoni citate – mi spiego – oltre ai mattoni ( accordi, melodie, ritmi arrangiamenti ), c’è la forma : intro, strofa, ritornello, solo, forma chorus, coda finale, codesta, codona; posso organizzare queste parti in infiniti modi – non necessariamente devo usarle tutte e posso addirittura non averne coscienza mentre le uso. Una canzone comincia con una introduzione di piano a cui segue una melodia sullo stesso giro armonico dell’intro – la melodia porta ad un ritornello orecchiabile e in netto contrasto con la prima parte – segue nuovamente l’intro di piano per due volte – spogliato di tutti gli orpelli dell’arrangiamento e senza ripresa della melodia iniziale – la canzone finisce così. Ora, un ritornello che non ritorna che cos’è? Rispetto alla forma canonizzata è sicuramente una trasgressione ma per me significa semplicemente comporre – inventare – inventare sempre nuove soluzioni.

E cosa ti porta soprattutto?
Alla musica ho sempre chiesto di sorprendermi – quando decido di ultimare una canzone è perché mi ha sorpreso – se così non fosse lascerei perdere.Comporre è un po’ trasgredire.

Alla fin della fiera, questo disco somiglia a quello che sei ogni giorno o a quello che vorresti essere?
Sicuramente somiglia a quello che vorrei essere – i miei giorni sono tutti uguali – è tutto nella mia immaginazione. Ma io sono la mia immaginazione – e allora no dai , somiglia a ciò che sono ma anche a ciò che vorrei essere!!!

E a parte i tuoi piedi, vorresti che il palco per la tua musica abbia quell’atmosfera? Sto ovviamente parafrasando e citando il tuo video…
Ah ah… beh quel video poteva venire meglio – riprenderò quell’idea per entrare veramente nel mondo dei diti e dei piedi; per quanto riguarda il palco si – luminoso , un po’ informale e allegro.

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