Che belle sensazioni urbane, ataviche e anacronistiche, sospese nel cemento e dentro il cemento in cerca di aria nuova. Sgomita l’ansia che sento crescere durante l’ascolto per quanto tanti sono i momenti in maggiore che lasciano respirare quiete. Daniela D’Angelo finalmente giunge ad un suo primo lavoro personale, di inediti, di suo scritture.

Si intitola “Petricore”, disco di una storia che finisce, disco di tante fini diverse, disco che però inneggia alle nuove forme. E qui Vito Gatto alla produzione par fare numero d’arte importanti anche quando, in accordo con le parti, decide che almeno un brano – e qui cito “Esercitazioni” – resti nudo di chitarra e voce come fosse davvero il DNA di una cantautrice. Anche li la produzione non ha smesso di fare il suo lavoro. Per il resto questo disco ha un suono pregiato e una ricerca di soluzioni e arrangiamenti che sono lontani dalla norma della canzone d’autore. Questo basso molto grunge che nasce ad aprire il disco e questa voce, della D’Angelo, quasi a figurare un’aria orientale al tutto. E belle sempre le melodie di strofe, un disco che alle strofe dona il privilegio della vera forza. “Il modo giusto”, il singolo di lancio, è manifestazione di questa sensazione che ho: sospeso in un limbo di non risoluzione, la mia vita, le mie cose, il modo giusto… poi l’apertura di una qualche via di fuga, di una qualche buona ragione per far tutto.

Non vogliamo svelarlo tutto questo disco, davvero impegnatevi nel viaggio: ma ecco “Suppergiù”, ecco il modo urbano, noir, distopico di pensare agli scenari circostanti. Ecco questo basso molto funk che a tratti mi rimanda al glam rock anni ’80. Al contrario ecco “Biscotti e sigarette”, ultima traccia del disco, momento in cui forse la D’Angelo si rivela più “pop” e più delicata, momento dentro cui la canzone sia a lineare e Vito Gatto la rende sghemba lasciandomi sentire inquietudine quando la melodia si appoggia su accordi minori. 
“Petricore” è forse uno degli ascolti più interessanti di questi ultimi tempi di confine. Perché sono tempi dentro cui rinascere e cambiare mille volte, per trovare una ragione buone… un modo giusto per fare le cose. “Petricore” è un grandissimo disco di vero “rock”.

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