Fue un encanto! Quando le emozioni scaturiscono dal profondo ognuno di noi le esprime come meglio crede, bè come potevo non usare un’espressione della lingua più appassionata quale lo spagnolo per descrivere questa serata formidabile?
Unica data italiana per il genio Daniel Johnston all’Angelo Mai di Roma, il 29 maggio. L’artista ha cantato accompagnato dalla super band tutta italiana Bluemotion, band formata da Fabio Rondanini (Calibro 35, Niccolò Fabi), Gabriele Lazzarotti (Daniele Silvestri, Niccolò Fabi), Lorenzo Corti (Cristina Donà, Cesare Basile), Rodrigo D’Erasmo (Afterhours, Cesare Basile), Enrico Gabrielli (Calibro 35, Mariposa), Andrea Pesce (Riccardo Sinigallia) e Cristiano DeFabritiis (Filippo Gatti); un’importante collaborazione con alcuni dei più noti artisti indipendenti italiani.
Daniel è un artista a trecentosessanta gradi, tra il freak e il geniale, straordinario nello scrivere canzoni, un poeta moderno, emozionante nel cantare e disegnare con uno stile da vero artista contemporaneo. Meraviglioso esempio del folk rock americano. La sua è la storia di un ragazzo che sognava di diventare i Beatles, ma che invece è diventato Daniel Johnston, un proiettile che va dritto al cuore grazie al suo stile sui generis, inquieto nell’animo e nelle melodie.

Ha da poco pubblicato il libro illustrato, Space Ducks, per cui ha composto la colonna sonora originale collaborando con Unknown Mortal Orchestra, Fruit Bats e Jake Bugg. ‘Space Ducks Soundtrack‘ è stato pubblicato in Italia da Feraltone/Audioglobe, e nel disco è compresa una versione adattata del fumetto in 24 pagine.
Graditissimo il suo ritorno in Italia dopo il grande successo del concerto dello scorso anno al Piper. Troviamo questa volta un concerto molto diverso: se la performance del 2012 era caratterizzata per un’ intimità e una delicatezza disarmante, questa volta restiamo piacevolmente sorpresi nel ritrovare una forza e una verve sorprendenti, Daniel ci ha presi e portati con sé ancora una volta ma in maniera diversa, ci ha trascinati!
Dal vivo Daniel Johnston dà il meglio di sé, un performer sensibile.
La serata di mercoledì era fredda, un maggio un po’ atipico direi eppure … l’Angelo Mai era pieno, tutti in attesa del grande spettacolo.
Non appena aperte le porte dello spazio interno c’é stata la corsa verso il sottopalco.
Arriva la band, arriva Daniel ed ecco un applauso lunghissimo per accogliere quello che non solo è un artista sorprendente dal punto di vista musicale ma è un’artista che si dà al suo pubblico senza nascondere le sue fragilità, cosa che ci rende più umani e delicati.
Daniel ci ha deliziato con due splendide versioni di ‘Get Back‘ e ‘I am the Walrus‘ dei Beatles.
Ma i momenti più intesi sono stati sicuramente Devil town acappella e la commovente True love Will Find You In The End in una splendida versione accompagnata dall’esecuzione magistrale di Rodrigo D’Erasmo (violino), un sussulto al cuore.

Dopo oltre un’ora di grande musica live Daniel Johnston ha incontrato i fan nel backstage. Disegni, autografi e sorrisi per tutti. Un vero gentleman.
Quello che abbiamo avuto il piacere di vedere non è stato solo un bellissimo concerto ma l’espressione più autentica delle emozioni, delle fragilità, solo chi non ha paura di mostrare ciò che realmente è può farci un tale dono. Nella sua dolcissima Honey I sure miss you, che sfortunatamente non abbiamo avuto il piacere di ascoltare questa volta, Daniel parla di loving touch, un amorevole tocco … questo è quello che è arrivato dal palco alla platea.
Grazie Daniel per essere autentico, un auténtico encanto. C’è bisogno di cose vere, torna presto!
Love comes down
But you’re still not around
.”

Setlist:
Syrup of tears
Fish
Walking the cow
Living life
You hurt me
Mean Girls
Funeral home
Get back
Casper
The Beatles
The fool on the hill
I’m the walrus
Love enchanted
Life in vain
Rock’n’roll ega
Devil town
True love

Ringraziamo gli organizzatori e l’Angelo Mai per la cordiale accoglienza.

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