Le luci della centrale elettrica sono quelle che un bambino guardava immaginando fossero stelle che formano delle costellazioni.

Adesso Costellazioni è il nome del nuovo album de Le Luci della Centrale Elettrica, che è il progetto artistico e musicale realizzato da Vasco Brondi, quel bambino ormai adulto.

Costellazioni è anche il nome del tour che venerdì 4 aprile ha fatto tappa all’Atlantico di Roma e che sta toccando diverse città in tutta Italia. Molte delle date sono sold out e a Roma l’Atlantico è quasi tutto pieno.

Ad aprire il concerto Maria Antonietta, nome d’arte di Letizia Cesarini, una cantautrice impegnata anche lei in un tour che sta contando molte date in Italia e che sta registrando un grande successo di pubblico.

Una performance intima, fatta di voce e chitarra acustica. Il timbro unico della cantautrice conquista e cattura subito.

Dopo i 30 minuti di Maria Antonietta arriva sul palco Vasco Brondi ed il pubblico esplode in un boato.

Inizialmente, ad eccezione del secondo brano che è Cara Catastrofe, il repertorio si concentra principalmente sull’ultimo album, come era prevedibile. Quindi ecco pezzi come Firmamento, Un Bar sulla Via Lattea o Macbeth nella Nebbia.

Poi, però, durante il concerto trovano spazio anche pezzi dei vecchi album, quali ad esempio Lacrimogeni e La Gigantesca Scritta Coop.

Un cd che sicuramente è diverso dai precedenti, che ha un mood forse meno di nicchia, con testi meno impressionisti e più narrativi.

Anche Vasco Brondi calca il palco in maniera diversa, salta ovunque, canta i pezzi senza mai stare fermo, interagisce con il pubblico e lo coinvolge, con una grande energia.

Un concerto e un album dall’indubbia qualità. Un cantautore che è diventato più alla portata di tutti, cambiando anche il pubblico, ora meno di nicchia; che comunque rimane originale ed unico, che comunica esperienze di vita quotidiana con il solito fare poetico ed artistico, creando immagini suggestive e momenti musicali interessanti.

La serata romana, insomma, è stata all’altezza delle grandi aspettative; con un concerto che è riuscito a lasciare un’emozione nel (numerosissimo) pubblico presente.

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