Il gruppo più votato oggi, sul palco del primo maggio, si racconta in sostanza, sogni e progetti. Ascoltiamoli, dopo la musica, anche in parole.
D: La prima domanda é ovviamente la più diretta: Il concerto del primo maggio 2013. Felici di essere arrivati ad esibirvi sul palco più popolare che esista a Roma? Cosa si prova ad essere qui adesso, dove tantissimi vorrebbero arrivare? Per noi è una gioia immensa condividere quel palco con tutto l’immaginario che esso evoca. Il 1 Maggio appartiene a tutti noi, da sempre, antropologicamente. Essere qui significa amplificare le emozioni che si provano ad ogni concerto, su ogni palco, condividendole con la gente che viene a cantare e danzare le nostre canzoni. Aver vinto, poi, l’1m Festival ci rende ancora più felici.

D: Il Primo Maggio é un punto di arrivo… o un nuovo punto di partenza? Essere qui oggi é certamente una conferma del vostro successo. Cambierete… o manterrete il sound che vi ha portati fin qui? Il Primo Maggio è una tappa del nostro percorso artistico ed umano, nella consapevolezza dell’importanza di quel palco e allo stesso tempo conoscendo il sapore del sudore e della fatica: a noi piace l’immagine della saggezza contadina che sa seminare, accudire, irrigare il proprio Sogno e cogliere i frutti nella stagione del raccolto. Da sempre abbiamo cercato di lavorare per creare un nostro sound, una nostra identità musicale e letteraria che manterremo nella consapevolezza che l’identità è dialogo tra alterità, quindi in continuo, inquieto cambiamento. Pensiamo che la musica del domani sia il non genere, l’attraversamento dei generi al di là delle etichette, oltre i confini.

D: Per i Crifiu tradizione ma anche sperimentazione sono punti saldi dell’espressione artistica. Conciliare due concetti così apparentemente in contrasto vi é sempre venuto naturale o é il prodotto di sudati equilibri? “Il Futuro ha un cuore antico” scriveva Carlo Levi. Pensiamo che sia necessario raccogliere ciò che è stato e proiettarlo nel domani, vivendo il proprio tempo, i linguaggi contemporanei. A noi piace stimolarci nel cercare strade nuove, suoni nuovi, coniugare la world music internazionale al rock e all’elettronica per raccontare uno nostro stile, una nostra identità. In fondo, da sempre, l’arte è un dialogo tra tradizione e sperimentazione.

D: Una piccola provocazione. Voi nascete artisticamente e culturalmente dal Salento. Cosa sarebbero stati i Crifiu se la sorte li avesse fatti nascere al nord?
Probabilmente ognuno di noi è anche ciò che incontra, ciò che vive, l’ambiente e il contesto in cui cresce, il milieu. Il Salento sicuramente è terra prolifica e stimolante e la sua inquietudine culturale nasce dal fatto di essere da sempre terra di incontri e dialogo, approdi e interscambi. Siamo immersi nel Mediterraneo e le culture qui si sono da sempre  avvicendate costruendo l’identità di questa terra. Il nostro approccio non è quindi mai di chiusura nel proprio giardino, non è mai semplicistico provincialismo, ma è sguardo in continua ricerca con l’altro, orizzonte allargato per cui, probabilmente, nato altrove il gruppo avrebbe lo stesso approccio, stile, carattere e punto di vista, forse meno abbronzati, ma sempre inguaribili sognatori (J). Il Salento, come la Puglia tutta, sta raccontando tanto dal punto di vista culturale ed artistico in Italia e non solo, attivando un circolo virtuoso che fa crescere questa terra svelando proprio i suoi talenti e le sue risorse: la sua Bellezza, insomma, che è la sua Identità.

D: “Rock & Raï”, il primo singolo estratto dall’album “Cuori e Confini” del 2012: mezzo milione di visualizzazioni su Youtube é un risultato straordinario. Per questo vi chiedo, secondo voi, quanto del successo dei Crifiu viaggia sul web e quanto é affidato al tradizionale concerto dal vivo, visto che oggi siete sul palco del Concerto del primo maggio. Ovvero, quanto la vera dimensione di Crifiu é nel contatto web, e quanto é nel contatto diretto col pubblico sotto il palco? Noi, come detto, amiamo essere del nostro tempo, contemporanei. Abitiamo, quindi, anche il web e il mondo social ma, come spesso ci capita di raccontare, non lo mitizziamo, consapevoli che sia un mezzo, uno strumento e, quindi, certi che al virtuale va accompagnato e vissuto il reale, la strada, la polvere, il furgone, i palchi, i volti e le emozioni della gente che viene a riempire le piazze dei nostri concerti. La dimensione che più ci appartiene è quel del live, dei tour: è il palco il nostro habitat naturale, dove si condividono le emozioni con il pubblico, in un continuo dare ed avere,ritrovandoci nei volti e negli sguardi, negli abbracci e nei sorrisi della gente che canta con noi, sotto il palco, insieme.
D: E adesso quello che tutti i vostri affezionati vogliono sapere: quanto vedremo i Crifiu in giro per la penisola (o fuori) durante il 2013? Da quando è stato pubblicato il nostro cd CUORI E CONFINI (Dilinò/Goodfellas), che ha appena compiuto il suo primo compleanno, siamo in tour in tutta l’Italia. Un tour ricco e prolifico che ci sta portando in giro per tutta la penisola, dal Nord al Sud, isole comprese e che quest’estate si aprirà all’Europa partecipando al prestigioso Sziget Festival di Budapest. Saremo, pertanto, in un lungo tour e per seguire i nostri spostamenti vi invitiamo a visitare i nostri canali web: sito ufficialewww.crifiuweb.com pagina facebook/crifiu e twitter/crifiu in continuo aggiornamento. Un saluto dai CRIFIU. Ci incontriamo in giro. La musica sta cambiando!

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