Si è aperta con il concerto in omaggio agli 85 anni di Quincy Jones la 45ma edizione di Umbria Jazz. Si è trattato di un doveroso omaggio a uno dei personaggi più influenti del mondo della musica, assente in Italia ormai da 14 anni. Ottantacinque anni, almeno settanta dei quali passati, da protagonista o dietro le quinte, a scrivere la storia della musica, da quando, poco più che bambino, suonava la tromba insieme a un ragazzino cieco di nome Ray Charles, per poi passare dall’orchestra di Count Basie a tutti i più grandi nomi della musica. Ma presentare Quincy Jones è, oltre che superfluo, pressoché impossibile; a ripercorrerla, infatti, la sua biografia fa letteralmente girare la testa. Musicista, compositore (di moltissime colonne sonore di successi hollywoodiani oltre che, naturalmente, di brani), arrangiatore e produttore, il suo contributo, più o meno visibile, ha determinato il successo di numerosissimi artisti e produzioni (basti citare Thriller di Michael Jackson, il disco più venduto della storia).
Presentato da Nick The Nightly (che ha fatto anche da traduttore per Jones ed il suo amico/intervistatore Nick Harper), il grande Quincy è stato degnamente omaggiato da moltissimi artisti che, accompagnati, dall’Umbria Jazz Orchestra diretta da ha John Clayton, si sono alternati sul palco dell’Arena Santa Giuliana di Perugia: i Take 6, Ivan Lins, Dee Dee Bridrgewater, Noa con Gil Dor, Patty Austin, Paolo Fresu, Alfredo Rodriguez e Pedrito Martinez (sperando di non aver dimenticato nessuno).

Comments

comments