I sold out, quelli veri, non capitano per caso. Se poi sei dentro al concerto dei Royal Blood capisci che questo ‘tutto esaurito’ in futuro si registrerà anche in luoghi più grandi del Fabrique di Milano, che comunque è un locale di tutto rispetto e con un’ottima acustica.
Vengono da Brighton ma potrebbero avere qualunque altra provenienza a vederli, due ragazzi a malapena trentenni, Mike Kerr e Ben Thatcher, un basso e una batteria. Punto. Se potessi dire che questa essenzialità si riflette in un modo di fare musica semplice e basta sarei totalmente fuori luogo. Nulla è così scontato nel loro giovane repertorio, ma soprattutto non avevo messo in conto la loro bravura e il modo diretto con cui ti catturano durante il live. Due album all’attivo in tutto, di cui uno uscito proprio quest’anno How did we get so dark? e una montagna di grinta, questo è tutto quello che avevano, ma l’hanno usato benissimo.  Quando li ho visti tanto pubblicizzati da grandi band ho pensato che fossero in qualche modo agevolati da contatti particolari nel mondo della musica, e magari lo sarà pure, ma la realtà è che per sapere se meritano davvero tanta attenzione c’è solo un modo: andare al loro concerto. Bene, è stata una serata grandiosa che ha lasciato il segno, ricordatevi di loro la prossima che saranno in tour, prendete un biglietto e sono sicura che non ve ne pentirete, meritano davvero tanto e vi renderete conto di avere davanti qualcosa di unico, come non se ne vedeva ormai da tanto tempo.

In apertura Black Honey.

 

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