Lasciare libera l’espressione nella forma, nei tempi, nel design e nelle ispirazioni. Un disco multiculturale, etnico per alcuni versi, osservante delle origini e celebrativo di uno stile che sia solo personale, ispirato da un lungo periodo bohemien di letteratura e modus vivendi. Il Colletivo Ginsberg torna in scena con un disco dal titolo “Tropico” in cui sono chiari i riferimenti ad un certo periodo francese e a quello stile “On the road” dettato dall’eterno Kerouac che ha segnato l’epoca beat e una generazione di poeti e di creativi alla riscossa, prima per se stessi e poi per le riviste di settore. Il disco si dipana in 10 brani di cui 3 sono inediti solo nella musica rivestendo testi di altri artisti. Impossibile dilungarsi troppo, finiremmo per perderci in un intricato groviglio di citazioni e rivendicazioni. C’è del mambo, del noire di tromba con sordina, c’è l’Italia degli anni ’60 e un gusto poliziesco, c’è l’introspezione intima e tribale e il sound rude e psichedelico di un indie analogico fuori moda. Una produzione totalmente analogica firmata dalla label L’Amor Mio Non Muore che da sola questa basta a rimandarci a quella generazione di italiani che di rivolta in rivolta hanno lottato contro un sistema che censurava l’espressione e la libertà.

Dal Mambo a quella che era la musica leggera italiana degli anni ’60. Qual è il vero filo connettivo che lega a se tutto questo enorme bacino letterario e musicale?
L’unico fil rouge che c’è nella nostra musica è la libertà creativa ed espressiva, fare quel che ci pare, come ci pare, quando ci pare, senza dover o voler seguire la moda del momento, quello che tira, quello che i club suonano, quello che le radio passano, quello di cui la gente parla. Non ce ne frega un emerito cazzo di compiacere il nostro, più o meno vasto, pubblico: gli artisti che più apprezzo sono coloro che hanno sempre avuto coraggio di fare le proprie scelte, comprese o meno dalla critica questo non importa, di andare avanti, di non ripetersi per il gusto di ricalcare un copione che si sa funzionare già di partenza. Così il mambo, r’n b, samba, rock, canzone italiana, dialetto, funk e qualsiasi altra cosa possa venirvi in mente non stona nel progetto CG. Noi siamo tutto e il contrario di tutto.

Le citazioni letterarie sono forse più sfacciate di quelle musicali o sbaglio?
Non sbagli, anzi diciamo che sono più fini e nascoste! Da anni vado sbandierando che utilizzo la tecnica del cut-up per scrivere i testi, e sembra quasi che sia un ladro di frasi e parole d’altri. In realtà, secondo me, è una cosa che in tanti fanno e non lo dicono. Il cut-up come lo intendo io è semplicemente farsi influenzare (sia letteralmente che musicalmente) da quello che ci circonda, frasi, melodie, immagini, colori, quindi fagocitarlo e riproporlo nella forma che più ci piace e si adatta alla nostra creazione artistica. Potrei dirti che nel disco sono citati Pasolini, Benni, Miller, Eraclito … Forse quelle musicali sono più alla portata di tutti, anche perché quelle due o tre estremamente palesi (che abbiamo voluto, quasi per gioco) inserire nel disco, sono ben chiare ai nostri orecchi … ma forse non a quelli dell’ascoltatore perchè ancora nessuno ce le ha segnalate!

Una produzione analogica…quindi immagino abbiate fatto anche vinili e musicassette?
L’Amor Mio Non Muore – Dischi, l’etichetta fondata da me e Alberto Bazzoli – tastiere nel CG – e Roberto Villa, un socio amico musicista, essendo una realtà strettamente legata al nostro studio di registrazione completamente analogico (www.lamormiononmuore.it) stampa solo LP! E chiaramente, dato che siamo nel 2016, i nostri dischi sono disponibili anche in formato Digital. La cosa curiosa riguardo al Digital (che è il nostro surrogato del CD) è che utilizziamo le cosidetta Cartoline Sonora o Cartolina che Canta (www.lamormiononmuore.bandcamp.com/merch/digital-full-album-tropico-cartolina-che-canta-singing-postcard) per veicolare tale formato: si tratta di una vera e propria cartolina dove, sul fronte, sono incisi due minuti circa di musica (quindi sul giradischi suona!!!) e sul retro è una vera e propria cartolina con il codice download ad alta qualità dal nostro store online! Insomma un gadget simpatico per chi non ha il giradischi!!!

E nella produzione dunque avete suonato questo disco live o avete fatto una registrazione multitraccia?
A L’Amor Mio Non Muore – Sala d’Incisione abbiamo registrato in presa diretta batteria, contrabbasso e tastiere (con linea guida di chitarra e voce), successivamente sovrainciso tutti gli strumenti (chitarre, fiati, percussioni, vibrafono), poi passate tutte le bobine su computer siamo andati a Bologna nello studio di Marco Bertoni per incidere voci e cori, mixare e masterizzare il tutto.

Di tutti e 10 i brani come mai avete scelto “Primavera Mambo” come video di lancio e non magari “Con due monete” che personalmente trovo sia l’apice del disco?
Il singolo “Con due monete” uscirà fra a breve, abbiamo scelto per il lancio “Primavera mambo” perché ci sembrava un pezzo più estivo e adatto per il caldo di giugno! Scherzi a parte, nel nostro piccolo è semplicemente stata una scelta legata alla promozione del disco perché si sa che a giugno se fai uscire un singolo, a meno che tu non sia nell’ambito mainstream, nel mondo dell’indie, nel suo finto interesse per la musica, non se lo caga nessuno. Crediamo che “Con due monete” abbia più chances di essere notato e magari ascoltato se promosso in autunno/inverno.

Dal vivo…che immagine portate in scena? Come si raduna il collettivo e in quali vestiti?
Live il CG è un gruppo che fosse vissuto negli anni ‘60/70 avrebbe potuto dire la sua senza sfigurare! Ora i tempi sono cambiati, la tendenza è quella di riproporre il live come se fosse un disco, non capendo che sono due momenti diversi della musica, due cose che vanno parallele ma non sono la stessa cosa! Ho la fortuna di suonare con musicisti molto molto validi e la cosa che più ci aggrada dal vivo è dare spazio all’interplay, all’improvvisazione spontanea, sempre però finalizzata all’esecuzione dei brani. Ogni volta che iniziamo un tour, che decidiamo di portare dal vivo i nostri lavori in studio accade che i brani saranno sempre più simili possibili alle incisioni, poi col passare del tempo ci si lascia andare e le stesse composizioni dal vivo prendono altre forme, si allargano, si colorano di altre sfumature. Insomma, cerchiamo di godercela. Comunque, solitamente, ci si veste eleganti per salire sul palco, siamo punk come attitudine ma non come vestiario!!

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