15 gennaio 2016, Auditorium Parco della Musica, sala Petrassi gremita. E pensare che lo spazio deciso inizialmente era meno capiente, ma la richiesta di biglietti è stata talmente alta che l’organizzazione ha dovuto spostare l’evento.

Per chi si fosse perso le date precedenti, il tour è stato una serie di concerti acustici del cantautore siciliano, che ha riproposto i suoi brani nella versione più nuda possibile, a cui hanno fatto da sfondo le illustrazioni e i disegni eseguiti in tempo reale.
La scena è a dir poco minimale: Colapesce si presenta da solo sul palco, con la pedaliera e un paio di chitarre acustiche a disposizione. Dietro, l’intera parete alle sue spalle ospita la proiezione di ciò che crea Alessandro Baronciani.
Lo spettacolo è quantomai totale, per le orecchie, per gli occhi e, di conseguenza, per il cuore.

Terza collaborazione tra Colapesce, al secolo Lorenzo Urciullo, e Alessandro Baronciani, dopo la prima serie di concerti speciali per i teatri occupati della Sicilia, con cui il cantautore aveva chiuso il tour dell’album d’esordio “Un meraviglioso declino”. Poi c’è stata la graphic novel “La distanza”, e ora la formula del concerto disegnato è tornata a colpire forte i due mondi che riguardano i protagonisti. La combinazione è perfetta. Impossibile per i fan di Colapesce non rimanere suggestionati dalle illustrazioni di Baronciani, e viceversa.

Brani dal primo album e dal secondo, “Ecomostro”: da Brezsny a Reale, da S’illumina a Restiamo in casa, da Satellite a Maria Maddalena. Il tutto intervallato da simpatici siparietti tra il cantautore e l’illustratore che ripercorrono aneddoti avvenuti durante le date precedenti del tour o in generale da quando è nato il loro sodalizio artistico e la loro amicizia. Un’amicizia che si sente nelle battute improvvisate, nelle risate inaspettate e nell’ironia naturale e delicata che avvolge tutto lo spettacolo. Perché forse spettacolo è una parola più giusta di concerto. Poi ancora con Maledetti italiani, La distruzione di un amore, Sottocoperta, Bogotà, Le foglie appese, L’altra guancia, tutti brani dal forte impatto emotivo, evidenziato e reso indimenticabile dall’apporto visivo delle opere di Baronciani. Se ancora si tratta di un esperimento, possiamo senza dubbio dire che è riuscito, ed è una piacevole unicità del panorama italiano.

Luca Secondino

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