Si arriva ad un punto, nella vita di un artista, che il sogno si confonde con la realtà, fino a diventare tale.

È quello che è successo a Coez: prima i numeri da capogiro al Rock in Roma, poi un’anteprima del È sempre bello in tour; una tripletta nella capitale che ha sfiorato i sold out e che per l’occasione ha cambiato veste in Roma – è sempre bello.

Noi c’eravamo: al Rock in Roma e al Palazzo dello sport (tra l’altro stasera ci sarà la data conclusiva prima della ripresa in autunno). E quello a cui abbiamo assistito è stata una vera dichiarazione d’amore: verso Coez, verso il pubblico, verso Roma.

Quando siamo arrivati al Palasport, c’era fermento ovunque. Noi italiani abbiamo tanti difetti, ma sappiamo voler bene in un modo che gli altri Paesi se lo sognano! Se qualcuno pensava che dopo il boom estivo, il carisma che trasmette Coez e il calore che ha intorno fossero scemati, di certo ha ricevuto una gran delusione.

Dinnanzi a noi, un immenso drappo dorato ricopre l’intero palco e quando poco dopo le 21.00 vien giù, il boato dei presenti è quasi assordante.

Il palco è un ledwall unico, dove si susseguono immagini e parole al ritmo dei brani. Coez non si prodiga mai in troppe parole, bastano le sue canzoni a farci sentire uniti. Mantiene sempre un profilo basso, mai osa, mai si pavoneggia. Forse è per questo che suscita tanto interesse: quel suo stare sempre sopra le righe, quasi fosse indifferente a tutte le persone che gli stanno davanti. Non è così! Il Coez taciturno, che a mozzichi e bocconi si rivolge al suo pubblico quasi a monosillabe, non è indifferente, ma incredulo! In soli due anni ha raccolto gente da ogni dove, sfidando l’impossibile ha fatto in modo di farsi conoscere in todo: partendo dagli ultimi successi (Amami o faccio un casino) ha permesso alle persone di conoscerlo, scavando sotto sulla scorza fino ad arrivare al suo album di esordio. E infatti, l’altalena canora oscilla tra i nuovi brani di un disco che velocemente sta conquistando tutti e le vecchie tracce, che ormai sono radicati nei presenti, fino a giungere a Mamma Roma: per chi era presente alla notte trionfale di Capannelle ricorderà che è stata scritta proprio per quell’occasione.

C’è anche un momento solidale, un momento di riflessione che porta in video e al centro dell’attenzione Proactiva Open Arms, un’associazione non governativa spagnola, il cui obiettivo è condurre operazioni di ricerca e soccorso in mare.

Sono un po’ stanca di quelli che arricciano il naso perché lui è troppo pop per essere rap o troppo rap per essere pop. Quello che conta è che lui ha trovato il giusto mix che piace e quello che piace funziona sempre. E funziona per ogni fascia di età, perché se mentre al mio fianco una coppia di ragazzi non ha fatto altro che rifornirsi di birra, davanti a me un papà faceva la spola per portare m&m’s e acqua frizzante a sua figlia e alle sue tre amichette. E questo succede perché “Amare me è facile”.

Set List

Mal di Gola
Gratis
Faccio un casino
Catene
Vai con Dio
Forever Alone
Siamo Morti Insieme
Domenica
Niente che Non Va
E Yo Mama
Ninna Nanna
Fuori di Me
Ciao
La Tua Canzone
Lontana da Me
Jet
Ali Sporche
Mamma Roma
Vorrei Portarti Via
Le Parole Più Grandi
Le Luci della Città
Occhiali Scuri
E Invece No
Aeroplani
La Musica Non C’è
È Sempre Bello
La Strada è Mia

Comments

comments