Il 4 Novembre 2015 il palco della Salumeria della Musica di Milano ha visto protagonista il cantautore catanese Cesare Basile, supportato dalla formazione live nota come “I Caminanti”, costituita da Enrico Gabrielli, Rodrigo D’erasmo, Simona Norato, Luca Recchia e Massimo Ferrarotto.

Con questo schieramento di artisti, il livello della serata si prospetta altissimo, e nel varcare la soglia del locale l’aria è satura di emozione ed aspettative.

Il posto è piccolo ed accogliente, l’arredamento e le luci creano un’atmosfera familiare ed i tavolini sono già quasi tutti pieni.

Assistere ad un live in un posto del genere è ben diverso dal partecipare ad un grande concerto, bisogna riconoscerlo. Il palco è li a pochi metri, il brusio sommesso che regna nella sala si affievolisce insieme alle luci, per cessare del tutto quando Basile e I Caminanti fanno il loro ingresso sulla scena.

Il silenzio viene rotto dagli accordi infernali di Araziu Stranu, prima traccia dell’ultimo disco di Basile, Tu prenditi l’amore che vuoi e non chiederlo più, vincitore del Premio Tenco 2015 come miglior album in dialetto.

Il suono è corposo, ancestrale, scaturito dal sapiente utilizzo di strumenti della tradizione affiancati a quelli che siamo soliti ascoltare; Basile e i Caminanti danno ancora una volta la prova di essere una formazione rodata ed affiatata, in grado di raccontare egregiamente storie poetiche e crude, dove la vita scorre prepotente nonostante la dura realtà fatta di difficoltà e sconfitte; storie intime dove il confine tra il bene ed il male spesso è costituito da una sottile sfumatura.

Travolgente l’esecuzione di Parangelia, canzone ispirata ad una poesia di Katerina Gogou rifacentesi all’episodio dei fratelli Koemtzìs, triste capitolo della storia greca.

L’entrata in scena di Rita “Lilith” Oberti è una piacevolissima sorpresa: sulle note de La vostra misera cambiale la cantante si esibisce in una performance coinvolgente e dal carisma esplosivo.

L’esibizione si chiude con un grande classico, Il sogno della vipera, e con un doppio bis per soddisfare un pubblico che proprio non vuole saperne di smettere di applaudire.

Comments

comments