Report: Michael Cartura

Il 19 marzo il palco del Politeama Genovese è donna: un nuovo progetto in trio per Carmen Consoli, un’evoluzione del tour Anello Mancante nel 2008, questo è Eco di Sirene.

Nonostante Anello Mancante resti comunque uno dei lavori più apprezzati della “cantantessa”, ne è prova il sold-out di Genova, questo tour sembra un ulteriore passo avanti nella sua carriera.

Come lei stessa spiega verso la metà del concerto, Eco di Sirene nasconde un’ambivalenza del titolo: può essere sia una bellissima fanciulla in cerca di un’anima da ammaliare, sia un allarme di battaglia.
Soffermandoci su queste parole ne possiamo trovare il significato, d’altronde il canto della sirena funge d’avviso a un imminente pericolo, ovvero la sirena stessa.

Le sirene in questo caso sono Emilia Belfiore e Claudia Della Gatta, rispettivamente violino e violoncello.

Dopo avere duettato sugli schermi di Xfactor assieme a Carmen, Eva Pevarello si dimostra la scelta perfetta per aprire il concerto.
Tra il repertorio di Eva c’è anche Voglio Andare Fino In Fondo, brano scritto appositamente per lei da Giuliano Sangiorgi e un omaggio al padre dei cantautori Domenico Modugno con Dio come ti amo.
La scelta di chiamare Eva sembra dettata da una vera stima, peccato solo che non abbiano riproposto il duetto che le ha fatte incontrare sul grande schermo.

Per il primo brano la Consoli sale sola con la sua chitarra sul palco per iniziare con Sulle Rive Di Morfeo, brano molto introspettivo dell’album Eva Contro Eva.
Il canto della Consoli è come un incantesimo dalla quale si fatica ad uscire: sarà il portamento ipnotico o quel timbro cosi marcato, ma quel che è certo è che non lascia indifferenti.

Malgrado la sua musica sia sempre attuale, sembra che quest’artista crescendo maturi con sé la sua arte, senza mai tradire la sua radice. Risulta sempre incredibile ascoltare brani come Parole Di Burro, Fiori D’Arancio o Amore Di Plastica con nuove sfumature e colori.
Questo non solo non è da tutti ma è anche molto rischioso; lei continua sempre e comunque a sperimentare ed i risultati, infatti, non mancano.

La sua forza è quella di passare con estrema facilità dall’emozioni più dolci a quelle più acri e crude, così come è facile attraversarle nella vita. Tutto ciò è anche merito degli archi che si rendono indispensabili per canzoni come L’Eccezione e L’Ultimo Bacio (nel cui testo è presente un altro omaggio a Modugno).
I toni amari invece si toccano con Mio Zio, AAA Cercasi o l’intramontabile Contessa Miseria.

Il 19 marzo, però, è anche la festa del papà e la poetessa ricorda il suo con un singolo dell’album Elettra, ovvero Mandaci Una Cartolina.
Quelli del padre non sono poi gli unici frammenti di vita che condivide col pubblico: dopo tante storie si arriva quasi a vent’anni fa, quando tutto iniziava con Quello Che Sento e Amore Di Plastica, quelle due canzoni che per lei furono un inizio sono oggi la chiusura perfetta per una serata senza eguali.

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