L’esplosione dirompente di una stella, la produzione delle meteoriti, la navigazione casuale fino al midollo del firmamento. Luce accecante. Visioni. Tutto si ferma a mezz’aria e poi crolla d’improvviso. Non siamo diventati pazzi, ne poeti…ma ho voglia di lasciar scorrere le parole allo stesso modo di come Valeria Caputo ha lasciato incidere i suoni in questo suo nuovo disco. Un progetto parallelo che di folk a cui eravamo abituati c’è davvero poco. Così l’ha rinominato appena e l’ha chiamato CAPVTO. Il disco si intitola “SUPERNOVA”, un’autoproduzione nata dalla casualità dei suoni, appunto…scritture eccentriche, oniriche, assolutamente prive di forme conosciute. Un progetto difficile per chi è abituato ad ascolti normali. In rete il video del singolo “BLOOMING” con la featuring. di Chris Yan. Il resto lo chiediamo a lei:

Dal folk alla psichedelia digitale. Rifugiarsi nell’astratto serve a nascondersi o serve per scoprirsi?
Mi fa piacere che la consideri musica astratta! Io non l’avevo considerata così. Un pittore che si distacca molto dalla realtà come un astrattista deve essere in grado prima di tutto di realizzare un disegno figurato, solo dopo può liberarsi in una personalissima “decostruzione” della realtà. Essere passata da un genere ad un altro lo considero un passo verso la mia emancipazione artistica da un punto di vista tecnico, un salto verso la mia libertà espressiva dal punto di vista etico.

CAPVTO e CHRIS YAN. Che incontro è stato? Scoperta, conferma o tratti di normalità?
Durante un’intervista in radio, nel fuori onda, ci siamo ricordati esattamente il momento del nostro incontro. Nessuno dei due avrebbe mai creduto che ci saremmo, un giorno, trovati ad essere coautori della stessa composizione, ma nessuno lo avrebbe mai escluso. Siamo due personaggi che si sono simpatici così come siamo, il progredire del nostro rapporto umano e professionale è basato sul rispetto che dopo la scoperta ci ha dato la conferma che la normalità non esiste ma la naturalezza si!

Che tipo di sentimenti sono racchiusi dentro questo disco? Ad un mio personalissimo ascolto arriva molta rabbia e voglia di rivalsa…non so se ho sensazioni buone però…
In questo disco il sentimento che prevale è l’amore…in tutte le sue sfaccettature. Supernova però non è un disco “buonista”…non parlo di “quell’amore sdolcinato che ci hanno inculcato a furia di servirci “filmetti rosa”.
L’amore, per come lo vedo io, non è un sentimento facile da indagare, neanche un po’.
L’amore è potentissimo.
L’amore muove l’Universo e può essere dolce, leggero, fresco come il battito d’ali di una farfalla oppure violento, violento come un’esplosione stellare, crudo com’è la realtà, totalizzante come una illuminazione divina, puntuale come una sveglia al mattino.

Parlando di produzione cosa c’è di particolare nei suoni che hai usato? Qualcosa di curioso?
Beh, già il fatto di aver utilizzato i suoni del mio precedente disco per dare vita ad un nuovo disco, mi pare già particolare.
Qualcosa di curioso, dici? Ah si, durante alcune registrazioni è stato puntato un microfono al cielo…avevamo bisogno di segnali da lassù.

E questa rivoluzione di stile per Valeria Caputo? Un approdo definitivo oppure un passaggio che sta evolvendo a sua volta verso altre forme?
Se mi guardi, sono molto simile a quando avevo 15 anni. Stesso look acqua e sapone, stessi capelli lunghi con la riga al centro…se ci penso, non sono neanche cambiata molto dentro. Sto solo scoprendo quello che c’è da sapere di me e sto dicendo quello che c’è da esprimere.
Invito tutti voi a seguirmi per capire se mai cambierò! Questo è il mio sito, http://valcap.wix.com/valeriacaputo . siete i benvenuti!

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