Il nubifragio abbattutosi nel pomeriggio su Perugia ha concesso una pausa nella serata della data umbra del Canzoni della Cupa Tour – Polvere; serata organizzata dalla Fondazione Sergio Per La Musica e fortemente voluta dall’artista per omaggiare l’amico (e leggendario promoter umbro) Sergio Piazzoli.

Una pausa tuttavia illusoria. Infatti, all’avvicinarsi del concerto, una coreografia di fitti lampi preannunciato la pioggia che incessante ne accompagnerà lo svolgimento fino praticamente all’epilogo. Una pioggia inclemente che, pur scoraggiando una parte di pubblico, non ha però avuto la meglio su Polvere. In molti, coraggiosamente, sono accorsi ai Giardini del Frontone certi che Vinicio Capossela ben valesse qualche ora sotto la pioggia.

E sono stati premiati, perché il concerto-spettacolo regalato dall’eclettico cantautore è stato bellissimo a dir poco. Le scenografie del palco, caratterizzate da spighe di grano, teschi di bovini, arcate dirute e luci calde che disegnano quadri caravaggeschi evocano, più che tradizioni contadine, memorie ataviche impresse nell’inconscio.

Memorie che vengono dalla terra e dai boschi, bucoliche e paniche. A partire dai campanacci che, fuori scena, anticipano l’ingresso sul palco della Bestia nel grano (solo il primo dei vari abiti di scena dell’artista) la musica di Capossela riesce ancora una volta nell’incantesimo di essere fuori da un tempo definito e (nel suo essere balcanica, mediterranea, latina) da ogni luogo reale. Una musica capace di smarrire e di suonare le più estreme note dell’animo, da quelle orgiastiche (con L’Uomo Vivo e, soprattutto, con una memorabile interpretazione de Il Ballo di San Vito) o oniriche (con Signora Luna) a quelle poetiche (Ovunque Proteggi, toccante come sempre) o malinconiche (Scivola Vai Via, quando ormai si è perso il conto degli encore).

Vinicio invoca Dioniso, emoziona e commuove il pubblico, chiama con sé Vincenzo Cosentino, ricorda “Sergino”, le serate passate assieme, lo sgomento per la scomparsa di Jeff Buckley (ricordato l’anno scorso al Moon in June), sfida la pioggia e la vince. Ci sono concerti che, dopo averli vissuti, non ti saresti mai voluto perdere. Quello, baciato dalla pioggia, di Capossela al Frontone è stato uno di questi.

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