Fa tappa all’Atlantico di Roma, con un atteso sold out, A casa tutto bene tour di Brunori Sas. Un tour di diciotto date, tra club e teatri, in giro per l’Italia per raccontare il suo nuovo lavoro A casa tutto bene.

Pubblicato lo scorso 20 gennaio da Picicca Dischi, a tre anni di distanza da Vol.3 – Il cammino di Santiago in taxi, il quarto album di Brunori segna una svolta nella carriera del cantautore calabrese. Con intelligente ironia e arrangiamenti mai scontati, o ripetitivi, si delineano dodici tracce da sentire d’un fiato per un album artisticamente completo.
I testi maturi, a volte disillusi e crudamente reali, arrivano alla gola dell’ascoltatore e scendono giù fino allo stomaco colpendo nel segno. Parlando dell’uomo moderno nei suoi limiti e nelle sue paure, nei suoi vizi e poche virtù, Brunori si immerge in un disincanto per poi uscirne aggrappandosi alla musica, alle sue liriche e alle sue convinzioni (Ma non ti sembra un miracolo che in mezzo a questo dolore e tutto questo rumore, a volte basta una canzone a ricordarti chi sei).
Tutto sembra funzionare in questo album, dal titolo all’ultimo pezzo, passando per le sonorità che ricordano i grandi della musica italiana: L’uomo nero e Sabato bestiale omaggiano Battisti, Diego e io ricorda un Battiato d’annata, La vita pensata De Gregori.

Proprio l’ultima fatica di Brunori, nel suo pezzo migliore, apre il live dell’Atlantico. Accompagnato da Simona Marrazzo ai cori, synth e percussioni, Mirko Onofrio alle percussioni, Lucia Sagretti al violino, Dario Della Rossa al piano, Massimo Palermo alla batteria e Stefano Amato al basso; la prima parte del concerto segue l’ordine discografico di A casa tutto bene.

Si inizia con La verità, L’uomo nero, Canzone contro la paura, Lamezia Milano,Colpo di pistola e La vita liquida.
Man mano che si avanza nella serata le canzoni si alternano a sketch esilaranti e aneddoti sul nuovo disco.
Il secondo blocco di canzoni ripercorre la carriera di Brunori con pezzi storici come Rosa, Firenze, Come stai e assoli al piano con Arrivederci tristezza.
Il finale ritrova gli ultimi lavori, e una volta vestiti i panni del Don Quijote con Il costume da torero, il resto del concerto scorre veloce e intenso tra le note di Sabato bestiale, Don Abbondio.
Il bis è affidato all’intramontabile Guardia ’82, inno del beniamino di casa, insieme a Kurt Cobain e Secondo me.

Che siano canzoni poco intelligenti, canzoni buone per andarci la domenica al mare, canzoni belle da restarci male, canzoni contro la paura, canzoni che ti salvano la vita o che siano canzoni tanto per cantare, resta la certezza che Brunori è il vero miracolo della nuova discografia italiana.
Erano anni che non si sentiva un album come A casa tutto bene e, probabilmente, dai tempi di Rino Gaetano che non si intravedeva una così brillante ironica intelligenza nel nostro cantautorato. La strada è tracciata, ora spetta solo a Dario Brunori non fermarsi al primo ristorante ma scalare la montagna.

Brunori Sas ha cantato e suonato:
La verità
L’uomo nero
Canzone contro la paura
Lamezia Milano
Colpo di pistola
La vita liquida
Come stai
Le quattro volte
Fra milioni di stelle
Pornoromanzo
Firenze
Arrivederci tristezza
Una domenica notte
Il costume da torero
Sabato bestiale
Don Abbondio
Rosa

Guardia ‘82
Kurt Cobain
Secondo me

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