La musica e la magia di Angelo Branduardi fanno tappa all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Prima di lasciare il palco al maestro Branduardi, la serata si apre con l’esibizione della giovane Micol all’arpa. Talento cristallino e note rock suonate con la sua arpa elettronica.Micol

Un piccolo assaggio quello di Micol e del suo album d’esordio Arpa Rock, arrivato dopo il diploma al Conservatorio di Perugia e la partecipazione con l’Orchestra Cherubini diretta da Riccardo Muti. (la musicista si esibirà il 4 Maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma).
Brani leggendari rivisitati in chiave rock solo con l’arpa come Smell like teen spirit dei Nirvana, Teardrop dei Massive Attack, Born to Run di Bruce Springsteen e Stairway to heaven dei Led Zeppelin.

Un momento di cambio palco, le luci tornano di nuovo basse ed ecco che iniziano ad entrare i musicisti accompagnati da Branduardi. Violino alla mano e si può partire col nuovo tour.
L’Hits Tour ripercorre la sua carriera tra sacro e profano, tra capolavori musicali (per chi non la conoscesse suggerisco Nelle paludi di Venezia Francesco si fermò in duetto con la divina voce di Teresa Salgueiro) e ironiche ballate come Confessioni di un malandrino e La donna della sera.

Angelo Branduardi«La musica unisce il sacro e il profano. È l’unico strumento a riuscirci» racconta in apertura al suo pubblico lo sciamano, invocando alla musica tribale dell’anima del mondo. Effettivamente la sua musica è quasi sacra, con un occhio sempre volto al terreno, all’umana specie. Dal Cantico delle Creature al Sultano di Babilonia e la prostituta, da L’apprendista stregone a Si può fare.
Ad accompagnarlo sul palco Antonello D’Urso, Davide Ragazzoni, Stefano Olivato e Andrea Pollione.

Tutti lo ricordano per la filastrocca Alla fiera dell’Est e tanti, tantissimi, lo apprezzano come versatile musicista, incredibilmente abile col suo violino a far viaggiare da pezzi rock a ballate che buttano il cuore e la mente oltre la musica. Pochi però hanno avuto il piacere, e l’onore, di partecipare a una serata come quella dell’Auditorium, una serata fatta di un susseguirsi di emozioni per ben quarantaquattro anni di carriera (cinquanta album pubblicati, di cui 28 in studio).
In fondo l’ha ammesso lo stesso Branduardi «La musica è una visione, è vedere ciò che succede al di là del muro, della porta chiusa. E una volta visto non si scorda più».

Prossimo appuntamento per gli amanti della buona musica venerdì 20 al Teatro Colosseo di Torino.

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