Articolo di Michael Cartura

Il teatro Carlo Felice ospita Stefano Bollani a Genova tra gli applausi e le risate del pubblico.
L’oramai congenita ironia di Bollani non è più un segreto se già avete avuto modo di conoscerlo al varietà di radio3 “Il Dottor Djembè”.

Il maestro inizia la serata con due brani strumentali dal forte coinvolgimento; coinvolgimento che lo porta a estraniarsi alle volte, come fosse davvero solo.
Sembra non rendersi conto dei sorrisi rubati al pubblico mentre sposta il microfono con la spalla o nel recuperare lo sgabello ormai lontano dal pianoforte perché troppo intento a ballarvi sopra pur da seduto.

La sua musica è in continuo movimento e per nulla statica, come lui nella postura del resto.
La cosa che davvero colpisce oltre al talento è la naturalezza di ogni nota, di ogni gesto.
Nella serata propone alcuni sui brani di “Arrivano Gli Alieni” e “Napoli Trip”, non mancano cover e omaggi a Leonard Cohen, David Bowie e la super ironica “Copacabana”, un po’ dedica e parodia di Paolo Conte.
Il concerto finisce e Bollani si prepara per il bis, prende carta e penna per le richieste del pubblico eccitato che gli chiede le canzoni più improbabili da spot pubblicitari a sigle dei cartoni animati per poi chiudere con Baglioni.
Il maestro non perde tempo e si dedica all’improvvisazione di un medley che include tutte le dieci richieste del pubblico.
Uno spettacolo imperdibile.

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