Pensare a Bobby Soul con un suono acustico stuzzica decisamente l’appetito e la curiosità. Il nuovo disco che firma con i Blind Bonobos si intitola “Dodici lanterne” e contiene in se ben 20 tracce di cui molte sono intermezzi di conversazioni rubate al telefono piuttosto che di persona. Un disco che va consumato nei suoi dettagli e piano piano bisogna farci pace senza avere le presunzione di averlo capito dai primi ascolto. Il Bobby Soul di sempre è quello che conoscevamo dalle sue “Conseguenze del Groove” ma questa volta ha solo spento la corrente e provato a suonare solo con le corde di ferro. Un Groove acustico che un poco penalizza la voce (nel mix) ma ha un sapore on the road notturno assolutamente affascinante.

Il Mario Biondi del soul noir all’italiana… ti piace questa chiave di lettura?
Mi fa sorridere! Noir fa parte dello sfondo piuttosto crepuscolare, quella macaia che spesso investe la città da dove veniamo. Credo che nella nostra musica ci sia una dose di Blues, non tanto nella forma quanto nell’intenzione. Mario Biondi è un artista affermato con produzioni di grande livello. Noi ci sentiamo più degli artigiani che cercano in qualche modo di unire la tradizione della nostra scuola musicale genovese a quella della Black Music. Se c’è un artista italiano a cui mi sento legato e al quale mi sono ispirato quello è Enzo Avitabile

Acustico. Il suono suonato con la semplicità del momento. Questa è un’altra chiave importante per leggere questo disco vero?
Sì, dopo svariati dischi con Band elettriche, abbiamo deciso di affrontare questo album con lo stesso esatto suono che ci porta a esibirci nei nostri numerosi live (siamo instancabili, più di 200 concerti all’anno) perlopiù in posti piccoli e adatti a situazioni quindi confidenziali e acustiche. Inoltre l’ossatura dei brani è stata registrata praticamente in presa diretta, senza alcuna sovrapposizione di tracce, se non alcune parti di tastiera, quindi quello che viene fuori è un suono nudo fino all’osso costituito da chitarra acustica, percussioni leggere e voce. Tutto cose che facciamo in due e in tempo reale

E come mai questo concept sulle “Dodici lanterne”?
Una sera, al termine di un concerto, un amico di La Spezia (probabilmente un po’ su di giri) ci ha detto che lui stava nella torre di controllo della Marina Militare ed era lui il responsabile per l’accensione dei 12 fari ancora attivi dalla Lanterna di Genova al faro di Civitavecchia, lungo la litorale tirrenica. Dato che noi spesso viaggiamo nei nostri giri musicali, abbiamo pensato di costruire una specie di storia in cui ciascuna di queste dodici lanterne illumina un luogo, una storia notturna e i personaggi, spesso buffi, che popolano le nostre notti

Genova, la Liguria in genere… quanto hanno contaminato il tuo fare musica?
Ho fatto parte di tre gruppi genovesi che negli anni ’90 hanno avuto una certa rilevanza, almeno nella musica indipendente. I Sensasciou di Bob Quadrelli, che addirittura usavano il dialetto genovese per le liriche, i Blindosbarra, legati al Porto di Genova e le Voci Atroci, il gruppo accappella capitanato dal musicista e comico ligure Andrea Ceccon. In più, per necessità più che per scelta, pur viaggiando molto ho sempre fatto ritorno a casa, che è Genova e che mi è nel sangue, città ruvida, difficile, ma con un suo fondo di sincerità e con la sua bellezza che è sempre un po’ restia a mostrarsi

Ma alla fine, Bobby Soul… è più soul o più cantautore?
Continuo a interpretare (in vari altri progetti) canzoni Soul e anche Blues, non so darmi una definizione, so però che ho esigenza di scrivere materiale originale. E in questo senso mi rendo conto che la mia scrittura è abbastanza “antica” e quindi accomunabile a quella della scuola dei cantautori genovesi (con tutto il rispetto e l’umiltà a riguardo). E questo è quasi un paradosso, infatti i miei inizi sono legati al mondo del clubbing e della Disco, qualcosa di profondamente antitetico a tutto ciò

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