La band di Zakk Wylde è stata, in esclusiva, ospite del Pistoia Blues Festival (la cui organizzazione ha colpito, ancora una volta, positivamente).

Annunciati da Whole Lotta Sabbath, che carica un pubblico inequivocabilmente “metal”, Wylde e soci irrompono sul palco, davanti a una vera e propria muraglia di apli e casse rigorosamente Marshall, a presentare Catacombs of the black Vatican, loro ultima fatica. La band comincia subito a riversare sul pubblico una valanga di suono (che, per la verità, è apparso un po’ sbilanciato a favore della chitarra dello strabordante frontman), partendo con “The Beginning… At Last” e “Funeral Bell” senza mai calare di energia e intensità, se non per concedere un momento di respiro (con “Angel of Mercy” e “In This River”, con Zakk Wylde alla tastiera), in preparazione dell’immancabile forcing del finale di concerto.

Nel concerto della band americana (dopo un’apertura affidata a Noise Pollution, Runover, Rain e J27)  è emerso il tutto carisma da consumato mattatore dell’ex chitarrista di Ozzy, anche se l’esibizione è forse sembrata un po’ carente di “freschezza” (soprattutto a confronto della esplosiva performance dei The Darkness che, di lì a poco, avrebbe chiuso la serata).

La scaletta dei  Black Label Society:

The Beginning… At Last
Funeral Bell
Bleed for Me
Heart of Darkness
Suicide Messiah
My Dying Time
Damn the Flood
Guitar Solo
Godspeed Hell Bound
Angel of Mercy
In This River
The Blessed Hellride
Concrete Jungle
Stillborn

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