Dopo 7 anni Ben Harper torna ad esibirsi con The Innocent Criminals in un nuovo tour che il 20 luglio 2015 approda sul palco dell’Auditorium Parco della Musica, in occasione del Luglio Suona Bene, una delle rassegne musicali più importanti ed interessanti della capitale. Una formazione collaudata e che riesce a realizzare performance di ottima qualità e di grande impatto.

 Le premesse fanno ben sperare e preannunciano un concerto tutto da assaporare, di quelli che prima curano la qualità musicale e poi lo spettacolo. E le attese non vengono minimamente tradite perché sul palco dell’Auditorium si realizza una performance musicale che lascia indubbiamente e piacevolmente stupiti. La sensazione è quella di assistere a qualcosa di unico e subito diventa certezza nel momento esatto in cui il cantautore e il gruppo iniziano a suonare i propri strumenti. Non si tratta soltanto di fare musica, si tratta di creare qualcosa, di dar vita ad un momento di pura e squisita condivisione con il pubblico.

Quello che viene condiviso è un modo di intendere la musica, che non è solamente di grande qualità, ma è anche passione, anima ed umiltà.

Dopo i primi pezzi, che subito scaldano la platea, Ben Harper presenta uno ad uno The Innocent Criminals Leon Mobley (percussioni), Juan Nelson (basso), Oliver Charles (batteria), Jason Yates (tastiera) e Michael Ward (chitarra) – quasi a voler enfatizzare quanto quella musica sia una vera e propria opera collettiva e che la presenza di questi grandi musicisti fa la differenza. Alla fine, dopo aver atteso pazientemente che tutti i componenti del gruppo godessero del più che meritato applauso, presenta se stesso, come se fosse la prima volta che si esibisce davanti ad un pubblico. Anche la profonda umiltà degli artisti sul palco (Ben Harper compreso) contribuisce a creare quel senso di empatia e vicinanza che caratterizzerà tutto il concerto. La musica riprende e si alternano momenti in cui si passa da ballate carezzevoli e morbide tipiche del blues, al sound più movimentato ed energico del reggae o del folk per uno spettacolo versatile, in cui le percussioni possono concedersi soli entusiasmati e travolgenti mentre il basso finisce sotto i riflettori con maestria appassionata ed intensa.

Si realizza immediatamente di essere di fronte a musicisti di un’altra categoria, quelli nel senso più autentico del termine, che suonano non per realizzare un pezzo di un album, ma per dar vita ad una storia fatta di note, arpeggi, percussioni, corde sfiorate, pizzicate o accarezzate, virtuosismi musicali che però non sono mai un’ostentazione, solo un momento naturale in cui si dà al pubblico tutto ciò che si può, senza risparmiarsi.

Il pubblico recepisce tutto questo e non può fare a meno di entusiasmarsi, tanto che non si è neanche a metà concerto che le sedie della platea sono vuote e tutti sono in piedi sotto al palco.

Un palco in cui troviamo un Ben Harper che oltre ad essere un gran chitarrista, dimostra anche quanto riesce ad offrire al pubblico attraverso i suoi live. Dopo l’encore torna in scena da solo, imbraccia la chitarra acustica, si siede sulla sua sedia (che aveva usato a fasi alterne durante il resto del concerto) ed esegue due brani acustici, in un momento di grande intimità con il pubblico, che ormai è estasiato dall’artista e si lascia trasportare dovunque lui voglia condurli.

The Innocent Criminals tornano sul palco per eseguire gli ultimi due brani che sono un connubio di emozioni e di momenti memorabili, come quando Ben Harper esegue una parte di Ground on down a cappella, senza microfono ed urlando il suo amore e la sua passione al pubblico di Roma, che rimane ammutolito; finché, poi, non esplode improvvisa la musica, che inonda tutti i presenti, lasciando brividi sulla pelle e il cuore in gola e facendo scoppiare a suo volta l’ovazione del pubblico.

Un concerto che propone ottima musica e artisti esemplari, che insieme riescono a dare il loro meglio, in modo così genuino e appassionato da arrivare senza difficoltà a tutto il pubblico e da raccontarsi per ciò che si è. Non ci sono pretese, non c’è voglia di piacere a tutti i costi, c’è solo voglia di suonare e spingere con tutti se stessi. Dare tutto ciò che si ha, darlo in un modo impossibile da dimenticare.

Setlist:
Suzie blue
Diamonds on the inside
Loving You Is My Masterpiece
Glory And Consequence
Burn to shine
Steal my kisses
Homeless child
Touch from Your Lust
Never leave lonely alone
In the colors
Roses from my friends
Picture in a frame
Don’t take that attitude to your grave
Two hands of a prayer
Forgiven
Burn one down
Where could i go

Encore
Acoustic 1
Acoustic 2
Ground on down
Better way

 (Foto di Sara Ciommei del concerto di Genova)

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