Recensione a cura di Danila Properzi

Scegliere di diventare una “Tribute Band” potrebbe sembrare cosa facile, ma in realtà tanto facile non è. Si pensa “tribute”, si pensa “cover” e naturalmente si è portati a paragonare il gruppo con quello originale. Bisogna fare attenzione agli accordi, alle armonie, alle voci e agli arrangiamenti per poter fare un  buon tributo.

Ma i componenti dei BackFire – Bon Jovi Tribute Band dimostrano sin dalle prime note di saper rendere un giusto omaggio a questo gruppo storico.

La Band parte direttamente in quarta quando la chitarra di Mirko Eramo e la batteria dello scatenatissimo Giancarlo Pieragostini introducono una coinvolgente e animata “Lay  your hands on me” per passare poi a canzoni memorabili come “I’d die for you”, “Bad name”, “Have a nice day” per poi arrivare ad una appassionante “Keep the faith” che ci fa fare un balzo indietro di oltre vent’anni.

La voce principale di Davide Matera è graffiante e al tempo stesso acuta, perfetta per questa band. È un gruppo che rende omaggio ai Bon Jovi non imitandoli con vestiti, atteggiamenti o peggio ancora scimmiottandone i gesti, ma gli rende onore solo ed esclusivamente attraverso la musica e splendide armonie di voci. Posso davvero confermare quanto i Backfire scrivono sul loro social network: “Ciò che noterete di simile ai veri BON JOVI non è dovuto ad un tentativo di copiatura ferrata ma semplicemente ad un’ educazione musicale coltivata negli anni.”

Il loro viaggio al JailBreak continua suonando le note di “Runaway”, “Blaze of Glory”, “In these arms”, “Wanted”, poi un inequivocabile e splendido arpeggio di chitarra acustica introducono l’intramontabile “I’ll be there for you”, dove sorprendono piacevolmente le armonie di voci effettuate dal carismatico Aleks Ferrara (basso e backing vocals) e da Mirko Eramo.

Il pubblico si dimostra preparatissimo accompagnando il gruppo in tutte le canzoni e prestandosi ai ritornelli, a volte totalmente a cappella, creando uno splendido coro. Con “Born to be my baby” il pubblico si scatena ballando e saltando per tutta la durata della canzone, gridando poi a tutto fiato quando è il momento della scatenata “Bad medicine” che si conclude con la cover di “Shout” (The Isley Brothers).

Ma il vero apice della serata, la performance che davvero fa apprezzare la professionalità, la passione e la bravura di questo gruppo, si raggiunge al momento del reprise quando Paolo Salvi con le tastiere esegue un’appassionante “Drift Away” dove, dopo aver apprezzato per tutto lo show la voce del bravissimo Davide, arriva quella inaspettata, calda e coinvolgente di Aleks che insieme a Mirko creano un’esibizione a cappella che dimostra grande preparazione e professionalità.

Lo spettacolo si avvicina alla conclusione e non può mancare la famosissima “Always” che ovviamente coinvolge tutti, ma sarà “Living on prayer” che concluderà questa splendida e allegra serata.

I Backfire dimostrano di essere una Tribute band ben affiatata, carismatica, preparata e tecnicamente valida ed è riuscita anche a dare un carattere personale alle canzoni senza distaccarsi troppo dalle versioni originali. Sono sicura che i fan di Bon Jovi non ne rimarranno delusi.

 Ringraziamo il Jailbeak per l’ospitalità che ci riserva sempre.

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