Esce il nuovo disco dei BABIL ON SUITE ed è groove assicurato dentro le trame digitali di “PAZ”. Un bellissimo disco che vede il lancio con Mario Venuti nel singolo “Boa Babil On” di cui la rete ci regala anche un bellissimo video ufficiale. E l’aria che si respira, tra nuove tendenze soul passando per il pop portato a spalla dal funky rap Geo Johnson aiutato magistralmente dalle voci di Caterina Anastasi e Manola Micalizzi, è aria di festa e con numerosi richiami afro-brasiliani, dalla prima “2 Loose 2 Loose” al singolo già citato come anche “Little Lamb”. Un collettivo siciliano ma anche un moto a luogo dove il luogo sembra divenire il resto del mondo che schiva di netto il main stream omologato delle industrie. Un bellissimo equilibrio tra tradizione e futuro pop digitale. Con “Paz” che significa pace c’è aria di festa… ma con tantissimo groove.

Oramai i Babil on Suite ci hanno abituato a questa totale contaminazione di generi, di colori e di variazioni sul tema. Ma diteci la verità: sempre in cerca di cambiamenti o avete una direzione che prima o poi perseguirete come definitiva?
Tra il primo album e quello attuale c’è la costante della contaminazione, che in sé ha generato il cambiamento frutto anche dell’ingresso dei nuovi elementi nella band, che hanno portato nuova linfa al nostro approccio alla scrittura. Quindi, per rispondere alla tua domanda, non c’è una direzione definitiva perché speriamo di non perdere mai la voglia di scoprirci in nuovi stimoli musicali.

E se vi dicessi che, visti i tempi, mi sarei aspettato un contributo digitale più invasivo?
Nella composizione dei BOS, l’uso del digitale, dell’elettronica, ha avuto sempre un ruolo importante ma allo stesso modo è stata sempre trattata come uno strumento, una chitarra o dei brass per farti un esempio, non abbiamo mai optato per l’uso di un preset di fabbrica di un sintetizzatore o un loop pronto da importare su Ableton ma tutta l’elettronica viene costruita attorno al brano. In alcuni casi abbiamo anche rispolverato il buon vecchio campionatore akai. Ciò non toglie che prestiamo attenzione alle nuove sonorità.

Bellissima copertina. Ma la scritta BOS? Non prendetela a male o non rideteci troppo ma io ci ho visto un retrogusto politico… e chi vuol capire capisca insomma…
Ci sono dei riferimenti in copertina, i soldati immortalati da Rosenthal che fissano la bandiera per tracciare uno spazio, tipico dell’uomo, che tende ad affermare un territorio, oppure il robot – l’illustrazione di “Maria” citazione del film Metropolis – che cerca di allontanarli e fa fronte a un futuro distopico. Ma la scritta “BoS” è semplicemente l’acronimo di Babil On Suite, ci piaceva l’idea delle tre lettere come il titolo dell’album “Paz”.

“Paz” come pace. Qual è la vostra ricetta di pace?
Sicuramente non abbiamo la ricetta per la pace universale, ma attraverso la nostra musica riusciamo ad avere una pace artistica, questo fa sì che in Paz convivano più stili e linguaggi.

E dopo tante collaborazioni arriva anche la voce di Mario Venuti per il singolo di questa estate. Come nasce questo cocktail?
Mario Venuti è un artista che abbiamo sempre stimato e seguito dai tempi de Denovo, ricordando il Venuti di “Fortuna” che suona molto brasiliano abbiamo pensato che Boa Babil On fosse un brano nelle sue corde.

E la Sicilia che dice di voi?
Mi piacerebbe poterti dire ne parla benissimo, ma questo dovresti chiederlo ai siciliani, mia madre ad esempio ci adora.

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