Parte da New York il tour mondiale di Aurelio Martinez, più precisamente dal David Rubestein Atrium del Lincoln Center nell’Upper West Side di Manhattan.

Un tour che porterà il portentoso musicista dell’Honduras nelle maggiori capitali mondiali, da Madrid fino a Londra passando per Parigi, esportando così quella che è la più bella realtà della musica caraibica, la Garifuna.

Per una sera l’Atrium del Lincoln Center si è trasformato in un sogno tropicale. Persone di ogni parte di New York si sono riunite per una festa fatta di musica e colori. Si balla, si canta e soprattutto si festeggia nel modo più giusto la musica: vivendola. Aurelio è maestro nel sapere coinvolgere la platea e non c’è una sola persona che non utilizzi un minimo pezzettino del proprio corpo per seguire ritmicamente i suoi virtuosismi musicali.

Non importa la provenienza, la razza, l’età, tutti sono li per seguire e capire la Garifuna. Per sentirsi parte di una cultura a volte troppo lontana e sconosciuta ma che trasmette un’allegria e una gioia nel vivere e nel fare musica indimenticabile.

L’occasione è il lancio del disco Darandi, una collezione delle sue canzoni registrate durante la sua lunghissima carriera trentennale. La stessa carriera che può spiegare meglio di mille parole, o foto, quello che significa cultura musicale, aggregazione, gioia, integrazione e, perché no, vivere New York.

Attraverso la musica il vissuto di questo mostro sacro della musica centroamericana affonda le sue radici nella storia, fino a ritornare al 1749, alla nascita della cultura Garinagu e della musica Garifuna, quando il governo britannico deportò nei Caraibi, più precisamente nell’attuale Honduras, Nicaragua, Guatemala e Belize, le popolazioni del Centro Africa e dell’Africa Occidentale.

AURELIO_GProveniente da una famiglia di talentuosi musicisti, suo padre è un eccellente trombettista capace di improvvisare la Paranda (canzoni contenenti sia i ritmi della Garifuna che i suoni latini), Aurelio si forma come un giovane e brillante percussionista. All’età di quattordici anni diventa subito un rispettato musicista della musica Garifuna.

Dopo una crescita musicale mediata dai maggiori artisti della musica latina, negli anni ’80 fonda il suo primo gruppo chiamato Lita Ariran, il primo gruppo di musica e danza tradizionale Garifuna ad apparire nella scena interazionale.

Il suo primo concerto internazionale, in Giappone nel 1995, lo porta a produrre Lita Ariran Honduras: Songs of Garifuna (JVC Records). Tre anni dopo, nel 1998, riceve a New York il premio come “Best cultural group of the year at the Garifuna World Music Awards”.

Nel 1997 incontra in Belize il musicista Andy Palacio e il produttore Ivan Duran della Belize’s Stonetree Records. Insieme a loro prende vita il progetto Paranda, che include tra gli altri Paul Nabor Nabi, Junie Aranda e Jursino Cayetano, di cui la critica musicale di tutto il mondo parla come “uno degli album più belli pubblicati in questa parte di mondo”.

Paranda: Africa in Central America (Stonetree Records, 1999) è una collezione di tre generazioni di musicisti della Paranda, dall’esplosione di blues di Paul Nabor in Naguya Nei fino ai suoni nuovi di Aurelio con Africa, capace di rapire la mente e portare l’ascoltatore nelle zone natie del disco.

Negli anni successivi Aurelio pubblica Garifuna Soul (Stonetree Records, 2004), un disco che aggiunge ai ritmi classici della Garifuna delle note soul, con chitarre, basso e sassofono a dare un’armonia diversa.

Nel 2006 diventa il primo deputato Garfiuna nel Congresso Nazionale dell’Honduras della storia del Centro America, proponendo un piano di mantenimento e valorizzazione della cultura Garifuna.

Nel 2008 viene scelto dal leggendario Youssou N’Dour per il Rolex Mentor and Protégé Arts Initiative. È la prima volta che la musica Garifuna ritrova la musica africana.

Nel 2011 esce Laru Beya (Stonetree Records, Real World Records), una compilation di pezzi soul intrisi di musicalità africane, a cui partecipano Youssou N’Dour, l’Orchestra Baobab e il rapper senegalese Sen Kumpé. Il disco ottiene un sesto posto nel Top 20 World Music Albums of 2011 per WorldMusic.co.uk Award che lo definisce “un grandissimo musicista di talento, riconosciuto compositore e appassionato performer con un’eccellente band, primo sostenitore di un’unica cultura. Se qualcuno vuole trovare la musica Garifuna su una mappa deve trovare Aurelio Martinez”.

Nel 2014, dopo la parentesi africana, ritorna con il disco Landini (Stonetree Records, Real World Records). Nell’album Aurelio racconta dolcemente l’ambiente della Paranda e della sua città natale Plaplaya: la sera, dopo una giornata di pesca, gli abitanti tornati al porto si riuniscono per una sessione di Paranda, un momento conviviale di musica. Da qui il nome Landini, dall’inglese landing-atterraggio, un atterraggio appunto dal mondo lavorativo della pesca al calore del proprio popolo.

Lo stesso Aurelio racconta “Considero questo album il suono del mio popolo Garifuna. Mia madre è l’unica fonte di ispirazione per questo album. Lei vede se stessa riflessa in me, l’unico della famiglia che potesse realizzare il suo sogno di cantare. Lei è l’esempio migliore che ho nella mia vita, quello che un essere umano dovrebbe essere. Lei è il mio principale consulente e confidente

Landini è stato nominato dal Sunday Times#3 Ten Best World Music Albums of 2014”.

Oggi, gennaio 2017, Aurelio pubblica Darandi. L’obiettivo è quello di mostrare sia il mondo che le ricche tradizioni della Paranda Garifuna, condividendo la lotta che il popolo Garifuna sta combattendo contro l’aggressiva modernità della politica del turismo.

La nostra cultura è una bella cultura ma la stiamo perdendo – spiega Aurelio – Le nuove generazioni non sta imparando la lingua Garifuna. Nei libri di scuola non c’è una parola sul ruolo della Garifuna. I nostri figli come dovrebbero imparare la loro storia?

La storia di Aurelio Martinez ce lo racconta e le sue parole lo confermano:

Non dobbiamo lasciare che questa cultura muoia. Io so che devo continuare l’eredità dei miei antenati e trovare nuovi modi per esprimerla. Poche persone la conoscono, e le adoro, ma io devo condividerla con il mondo

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A proposito dell'autore

Romano di nascita e newyorkese d’adozione, inizia la sua avventura con il fotogiornalismo d’inchiesta. Dal 2007 si dedica alla fotografia di musica live. Attualmente collabora con 100 Decibel e con il giornale La Voce di New York. Since 2015 @ 100 Decibel