Charlotte Perers, ai più nota come Big Fox, torna a far parlare di sé con Now, secondo album, pubblicato il 19 Novembre 2013 per l’etichetta scandinava Hybris.

L’album di per sé corre sulla linea della malinconia, con temi introspettivi che scavano a fondo nell’intimo dell’anima; infatti è risultata appropriata la scelta di pubblicare l’album ad autunno inoltrato, quando la natura sembra prendersi una pausa. Ed andrebbe interpretato così anche questo album: una pausa per riflettere. Piano e violoncello creano atmosfere oniriche, fiabesche, che trascendono la realtà e ci accompagnano in questo viaggio introspettivo lungo nove tracce a partire già dalla prima, Shadows: “Why is it so hard to show yourself to someone”. La linea melodica prosegue con Rain, dedicata ai ricordi di una vita passata; Cheer You Up, brano quasi d’espiazione: “This is a song cheer you up, but sometimes…” a soffrire è chi più amiamo e cerchiamo di rimediare; Calm Down, che suona come un mantra, “better calm down”, ripetuto all’infinito, per allontanare ciò che ci fa paura: il ritmo, dapprima scandito dal pianoforte, prende forma e sostanza grazie al violoncello che sembra volerci cullare per placare le nostre ansie; fino a giungere all’ultima traccia, The Storm.

Ritmi decisamente più spensierati caratterizzano la smaliziata Girls, dove la cantautrice svedese strizza l’occhio alla bellezza femminile, in grado di disincantare e ammaliare tutti (“they could tell you someone was cute in a way that made you feel that should think so too”) e Romantic Movie Love, dove i sogni ad occhi aperti fanno da padrone, anche se si sa che le cose che più aspetti arrivano quando meno te lo aspetti (“But love’s a ribellious bird, it filies the way it wants and one day when I thounght all hope was gone there, suddenly, it was”).

Ma la vera essenza dell’album è contenuta in Days Come/Go, traccia n°8. Una profonda riflessione sul tempo che scorre, sulle opportunità mancate, sui buoni propositi. Chiudi gli occhi: cosa vedi? Un campo di grano, una spiaggia lambita dalle onde, un viaggio in treno che sfreccia lungo luoghi baciati dal sole, un’auto che ti porta lontano…ma comunque sia, c’è sempre il vento tra i capelli o una fresca pioggia sul viso che ti ricorda che days come, days go. I giorni diventano anni e non si può tornare indietro. Pianoforte, violini e violoncello in un lungo assolo a suggellare questa ovvia verità, a far ritornare alla mente quei ricordi che non torneranno.

If you just had this one last day

This one last hour of your life

What would you do?

What would I do?

“Una canzone è come una stanza segreta dove si possono dire cose che non puoi dire altrove. Dove le parole possono essere così oneste che quasi ti penti di averle dette. Penso che sia questo il motivo per cui lo sto facendo. Perché là, dove non c’è posto per nascondersi, tutto prende improvvisamente senso.” – Big Fox

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