Venerdì 18 Luglio la Citta dell’altra Economia di Testaccio ha ospitato l’esibizione di Arto Lindsay e la sua band, con la partecipazione straordinaria di Marc Ribot.

Pur essendo nato negli Stati Uniti, Lindsay ha vissuti gran parte della sua infanzia e della sua giovinezza in Brasile, influenzato da Caetano VelosoGilberto Gil e dalla musica sperimentale statunitense.

Dopo aver lavorato e prodotto album per David Byrne, DNA, Bjork, Ryuichi Sakamoto, Caetano Veloso, Gilberto Gil e molti altri,  Arto Lindsay si dedica oggi al suo percorso musicale fatto di musica brasiliana, free-jazz, noise e tutto ciò che di più innovativo possa proporre la scena musicale internazionale.

Si spengono le luci, inizia il concerto. Lindsay è accolto da un enorme applauso a cui il cantautore risponde con un sorriso forte e sincero.

La band che accompagna Arto è composta da Melvin Gibbs (basso), Marivaldo Paim (percussioni), Paul Wilson (tastiere) e Kassa Overall (batteria).

Arto suona e gioca coi suoi musicisti, assieme al percussionista improvvisa e dirige l’improvvisazione, dialoga e sembra perfettamente a suo agio di fronte al pubblico romano. Momenti intimistici in piena saudade si mischiano a ritmi elettronici quasi psichedelici con chitarre distorte dove l’uomo e il suo strumento musicale sembrano essere un tutt’uno. Contrasti forti e decisi, uniti a percussionismi e perfette spennellate melodiche.

A metà concerto sale sul palco il “professore” Marc Ribot, annunciato così da Lindsay. Ribot sorride distrattamente e inizia a muovere le dita in una specie di battaglia musicale con Lindsay, il concerto per alcuni minuti si trasforma in un “delirio razionale”, in pochi secondi tutto si calma e nasce una dolce conversazione musicale che sfocia in un grande standard jazz cantato da Lindsay.

Il caldo della serata confonde gli spettatori, siamo a Roma o a Rio de Janeiro?

Tropical, Noise, No Wave, Jazz, Rock e tutto un insieme di improvvisazioni che vanno oltre ogni genere musicale. La difficile capacità di avvicinare una tradizione di canto anglo-americana con quella tipicamente brasiliana.

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