Si intitola “Sfiorivano le Viole” ed è subito presente il nome di Rino Gaetano. Ed infatti i LOHREN decidono di esordire a suon di cover ma non del tutto normale…una ristrutturazione assolutamente personale ed efficace lasciando che il romanticismo dei suoni acustici di un tempo si trasformassero in un design accattivante di sintetizzatori digitali. Il tutto in un equilibrio che personalmente trovo molto seducente. Prima che arrivi il disco d’esordio ci godiamo questo piccolo successo che per poco non ha sfiorato il Festival di Sanremo. Ce lo raccontano Giulia Lorenzoni e Luca Zadra: i LOHREN.

Inevitabile partire dal citare Sanremo e la vostra esperienza appena conclusa. Un report finale da parte vostra?

Siamo partiti senza nessuna pretesa se non quella di fare una bella esperienza. Sappiamo quanto sia difficile passare le selezioni e già arrivare nella rosa dei “Quaranta” per noi è stata una sorpresa. Abbiamo fatto tante amicizie e siamo riusciti a scorgere da lontano una piccola parte di quello che è il mondo della discografia italiana. Consci però del fatto che non era la nostra priorità ci siamo ben visti dal fermarci su tutto il resto, per cui abbiamo fatto di tutto per rimanere in allenamento, ci siamo esibiti dal vivo e abbiamo composto musica durante tutto il tempo libero. Anche se non abbiamo passato la seconda scrematura siamo contenti di aver comunque vinto una borsa di studio come premio creatività. Bottino di guerra.

LOHREN Vs il resto del mondo discografico. Quali sono le vostre armi migliori?

La migliore arma è scrivere da soli la propria musica e arrangiarla con fantasia e personalità. Non ci imponiamo limiti, né compromessi. Quello che scriviamo lo scriviamo perché piace a noi. Studiamo in ogni momento. Lavoriamo sempre. Suoniamo tutto il tempo. E non smetteremo di farlo.

Siete ancora giovanissimi…quindi carichi di buone intenzioni o già delusi di ciò che vi circonda?

Siamo giovanissimi si, ma abbiamo alle spalle già una breve ma concentrata carriera di tentativi, delusioni, gioie e soddisfazioni. Anche se in percorsi separati siamo partiti tutti e due dai centri sociali, suonavamo fin dal ginnasio in varie band locali. Chi è partito a suonare in giro per l’Italia chi ha trovato ottimi posti di lavoro come musicista, alla fine, ci siamo ritrovati a studiare insieme in conservatorio. Le buone intenzioni per rendere una passione un lavoro ci sono, ma non vorremmo fermarci a questo, anche se in piccolo vorremmo riuscire a cambiare ciò che ci circonda.

Oltre Rino Gaetano ci saranno altre cover nel disco che uscirà?

La tracklist non è ancora definita. Abbiamo scritto molto quindi faremo innanzitutto una selezione dei nostri brani. Riascoltando le canzoni in questi giorni, ci siamo resi conto di non aver scritto nemmeno una canzone d’amore. Ci credi? abbiamo scritto di ogni tipo di sensazione della nostra quotidianità tranne che dell’amore. Durante un concerto jazz ci è venuta l’illuminazione. E’ stata suonata Malaika, una canzone della tradizione keniota-tanzana. La conoscevamo tutti e due e siamo scoppiati a ridere facendoci rimproverare da tutti quelli che avevamo intorno. E’ una canzone che parla molto di noi e il fatto che la conoscevamo entrambi ci ha emozionato e riempito di gioia così tanto, da volerla fare nostra. Appena tornati a casa abbiamo creato una versione tutta Lohren di questo brano così importante.

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