“Tanta roba!” È stato questo il commento estasiato di una ragazza seduta al mio fianco ieri sera a Villa di Ada mentre sul palco si stava svolgendo il concerto di Arisa per il suo Voce d’Estate Tour. E non posso che concordare con lei, perchè la cantautrice lucana è tanta roba! È un’artista delicata e sensibile, ironica e umana, qualità che purtroppo sempre più spesso vediamo mancare negli artisti, nonché dotata di una voce lontana dai soliti canoni. E tutto ciò lo si evince dal parco gremito di persone di ogni età: da gente adulta, a zii e nonni che hanno portato i loro nipotini ad assistere al live.

Mentre sul palco salgono i musicisti e si elevano le prime note di sottofondo, una voce limpida e potente risuona fuori campo. Quelle che si odono, sono le parole di Voce, il brano che sotiene il Progetto Fondazione Francesca Rava per Haiti. Passano pochi istanti e con passo lento Arisa sale sul palco, avvolta in un vestito scintillante e il volto coperto da una retina nera. Nonostante il clima da “ascelle pezzate” (cit.) tipico della Capitale, ritroviamo una cantate carica ed energica che non si risparmia per il suo pubblico che solo per poche canzoni è riuscito a mantenersi seduto, senza correre sotto il palco per stare più vicini alla loro beniamina (facendole sentire tuutto il loro calore, donandole anche fiori e un diavoletto a peluche che è diventato l’eroe della serata). Difficile lo è stato anche quando a chiederlo è stata la stessa Arisa: durante i due medley che hanno visto intonati quasi esclusivamente a cappella Sincerità, Io Sono e anche il tormentone Malamoreno, è scesa tra il pubblico, destreggiandosi tra le sedie e tra chi non ha saputo resistere alla tentazione di un selfie o di un duetto improvvisato. Tra scenette in stile sitcom, come sul brano Una Donna Come Me in cui telefona con un vintage telefono a rotella a un qualcuno in un posto non meglio definito, a sketch simpatici che strappano sorrisi e risate nella platea.

Una battuta di arresto si è avuta quando, per riprender fiato, sale sul palco D’Alessio che con la sua loop station ha intrattenuto, con i soli suoni della voce, il pubblico prima dei brani finali. Non so quanto produttiva (a livello di linea musicale) sia stata questa scelta, ma ciò nonostante al suo rientro il pubblico era di nuovo pronto per accopagnare Arisa verso la fine della serata.

Scaletta molto variegata quella dell’artista che ha rispolverato i suoi tormentoni e i brani vincenti di Sanremo, ma che ha anche omaggiato le grandi voci del passato, con un riarrangiamento speciale studiato per l’occasione di questo tour estivo che proprio in questa serata vede la sua conclusione. E non poteva essere scelta location più magica e incantata di questa cornice verde per dirci nuovamente “Arrivederci”.

SetList (possibili variazioni durante il tour):

Voce
– La donna è mobile/I feel love
– Meraviglioso amore mio
– Fidati di me
– Una notte ancora
– Una donna come me
– Cuore
– 1 Medley (sincerità/io sono/pensa così/te lo volevo dire)
– 2 Medley (malamoreno/nel regno di chissà che c’è/l’uomo che non c’è)
– Controvento
– Guardando il cielo
– Gaia
– L’amore della mia vita
– L’amore è un’altra cosa
– Lascerò
– La notte
– Poi però
– Per vivere ancora
– Pace
– Tanti auguri
– Io e te come fosse ieri

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