Ci piaceva fare un gioco di parole e di titoli legando assieme il nome d’arte della cantautrice milanese Amelie al noto film di Jeunet. Il suo disco è “IL PROFUMO DI UN’ERA” che viene anche segnalato da Targhe D’Autore come uno dei 10 dischi del 2015. Bei riconoscimenti per questo cofanetto prezioso di bella canzone d’autore in rosa, strutturata, matura e sicura di se…come la voce di Amelie, che ormai tradisce anni di gavetta e di carriera…si sente tutta questa bellezza!!! Oggi il nuovo singolo in rete dal titolo “Messaggi”. A quasi un anno di distanza dalla sua uscita, ecco dare nuova voce ad un lavoro che forse, nonostante tutto, ha ancora molto altro da dire.

“Il profumo di un’Era”. Che profumo aveva? Col senno di poi, hai saputo raccontarlo questo “profumo”?
“Il Profumo di un’Era” conserva il profumo dei due anni indimenticabili che ho trascorso durante la lavorazione del disco. Ha il profumo dei ricordi, della nostalgia ma anche delle speranze e della schiettezza nel denunciare alcuni aspetti della società con cui vado poco d’accordo. Dai feedback ricevuti penso che, nella maggior parte dei casi, il messaggio sia arrivato. Il mio obiettivo però è quello di diffondere e far conoscere questo “profumo” a più gente possibile. Per questo continuo ad occuparmi della promozione di questo “bimbo”.

Un disco come questo serve per esorcizzare il passato che racconti e che hai alle spalle o serve invece per capirlo meglio?
Entrambe le cose. Fare un disco senza imposizioni e nella massima libertà di scelta espressiva è come confessarsi. Mettersi a nudo senza paure e senza limiti. È indubbiamente una ricerca su se stessi….meglio di qualsiasi seduta psichiatrica 😀

Se non avessi scritto questo lavoro, ci sarebbero state cose non dette nella tua vita?
Penso di si. Ogni disco è un pezzo di vita dell’artista che decide di dare anima alla propria musica.

Un disco oggi dura pochi mesi. Anzi forse anche meno. Per una cantautrice, il suo lavoro quanto resta attuale e rappresentativo?
Il lavoro rimane attuale per se stessi fin quando lo si sente ancora rappresentativo a livello esistenziale. Ogni disco è una fase di vita. Essendo noi umani creature in evoluzione, con noi cambia anche la nostra musica, le sonorità, le cose da dire. Nel momento in cui entri in una fase “umana” in cui urge la necessità di raccontare altro (in base a nuovi vissuti e nuovi punti di vista), ecco che nasce un nuovo Album. Per ora “Il Profumo di un’Era” me lo sento ancora addosso. Quando lo avvertirò meno rappresentativo sarà il momento in cui probabilmente pubblicherò qualcosa di nuovo e diverso. Avrà comunque raccontato una fase della mia vita.

Il nuovo singolo lancia una vena “mistica” tra le tematiche del lavoro. Gli Angeli che figura allegorica sono? Chi sono per Amelie?
Personalmente penso agli Angeli come a figure protettive “sospese” in qualche altra dimensione. È un brano al quale mi sono legata moltissimo soprattutto dopo un incidente stradale fatto l’anno scorso. In quel preciso istante mi sono sentita protetta. Molto. Poi ognuno può rispecchiarsi in questi messaggi interpretando tali figure come qualunque cosa alla quale sente di rivolgere ed urlare richieste di ascolto e protezione.

Lanciando un occhio al futuro prossimo? Hai lasciato fuori ancora qualcosa di te che senti di dover raccontare?
Come ti dicevo prima…. la vita è una continua crescita ed evoluzione. Vivrò cose nuove nei prossimi anni (spero) che mi porteranno a raccontare probabilmente nuovi lati che in questo disco magari non ci sono ancora, (perché o non ancora scoperti o non ancora sbocciati). Siamo esseri in movimento, in mutazione continua. La musica rispecchia le fasi di chi la scrive e compone.

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