Mercoledì 26 marzo torna puntuale al Planet di Roma la selezione Arezzo Wave Lazio.

Altre cinque band, stessa modalità. Ogni gruppo ha venti minuti di tempo per far conoscere la propria musica al pubblico in sala e alla giuria. Ma soprattutto ha venti minuti per far arrivare un’emozione, per coinvolgere e catturare quanto più possibile, e magari per far innamorare di sé.

Una competizione che offre ad artisti di talento la possibilità di vivere un’esperienza che possa arricchirli personalmente e professionalmente e, allo stesso tempo, di usufruire di un canale prestigioso per dare risonanza al proprio operato.

La prima band a salire sul palco è gli Orange 8, un duo formato da Sergio Ferrari (chitarra elettrica, organetto, marranzano e percussioni) e Valentina Criscimanni (voce, chitarra acustica e basso). Due artisti molto maturi che eseguono dei brani country blues, arricchiti di sonorità psichedeliche. Una performance pensata per stupire continuamente per la varietà degli strumenti utilizzati e del sound sempre diverso. Brani che spesso sono un crescendo, musica che suona come una sorta di trip, con sonorità distorte e che richiamano alla natura, con sfumature di suono che si aprono all’etnico.

Secondi a salire sul palco sono i This Makes Us Human, una band post-rock formata da Jacopo Rossi (chitarra), Tommaso Bernacchi (chitarra), Matteo Del Vecchio (basso, chitarra, fx) e Alessandro Fascetti (batteria).

Un gruppo che è quiete e tempesta insieme. Basta il primo minuto di performance per riuscire ad aprire a tutti i presenti le porte di un mondo che sembra esistere solo nell’arco del loro live, fatto di emozioni che ti prendono allo stomaco e sonorità che fanno cambiare i battiti del cuore. Una band che ha la capacità di coinvolgere naturalmente e solo grazie alla propria musica.

Terza band. Sono i Suntiago, un trio formato da Giovanni Ciaffoni  (voce e chitarra), Stefano Danese (basso) e Nahuel Rizzoni (batteria). Un gruppo con un sound che spazia dalle sonorità rock a quelle pop e che alcune volte si apre ad un sound stoner. I testi sono in italiano ed il  mood è quello di una band spensierata, allegra, con un forte impatto melodico. Una performance musicalmente valida, con un bel sound, soprattutto quello del basso che si sente nitidamente e fa la differenza.

Cambio palco, altra band. Si tratta di un trio di ragazze, le Shootin’ Stars, una band costituita da Francesca Bottaro (batteria, clarinetto, cori, glockenspiel), Giulia bottaro (basso, flauto traverso, voce) e Francesca Cricco (voce e chitarre).  Un trio polistrumentista, che stupisce imbracciando gli strumenti più diversi. Due voci particolari che si armonizzano bene fra loro, accompagnate dal coro e dagli strumenti a fiato, per una performance che muta sempre. Sonorità a volte dark, altre blues, sempre originali; uno stile che forse trascende i generi musicali creandone uno proprio.

Ultima band a salire sul palco i B.M.C. (Big Mountain County), un gruppo formato da Alessandro Montemagno (voce e chitarra), Francesco Conte (chitarra e tastiera), Bruno Mirabella (batteria) e Wolfman Bob (basso). Il sound è tra il rock e il punk, che alcune volte però si lascia andare a sonorità blues ma anche garage. Una performance che ricorda un po’ quelle del passato, che a tratti sembra ispirarsi ai live di Elvis Presley; lasciandosi andare a momenti rock estremamente eclettici e coinvolgenti. Un gruppo con una propria personalità forte e dallo stile inconfondibile e caratteristico.

Cinque band che hanno calcato il palco dell’Arezzo Wave in maniera eccelsa, creando momenti musicali estremamente alti e confermando l’elevato livello che si era già intuito nella prima serata. Di nuovo curiosi di vedere le band che saliranno sul palco nella terza serata, ultima prima della finale dell’11 aprile, vi diciamo ancora una volta “Arrivederci a mercoledì”!

 

 

 

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