Il sodalizio artistico tra Alice e Franco Battiato ha radici lontane e ha regalato fulgidi momenti di musica (basti ricordare I Treni di Tozeur o l’album Gioielli rubati). Il tour che li vede ancora una volta insieme ha fatto tappa a Perugia, nell’ambito della rassegna Umbria Eventi d’Autore. Veniamo al concerto. L’Ensemble Symphony Orchestra (che, diretta da Carlo Guaitoli, accompagna i due artisti in questo progetto), fa il suo ingresso sul palco, disponendosi con i suoi numerosi archi al centro dello stesso, ed un fugace pensiero va su quanto questa immagine si coniughi o meno con l’ambiente di un palazzetto. In effetti le sonorità avrebbero forse richiesto più un teatro, ma questo avrebbe comportato escludere gran parte del numeroso pubblico che ha riempito il Palaevangelisti.

Già le prime note de L’era del cinghiale bianco sono però sufficienti a risucchiare il pubblico in battiatiani “mondi lontanissimi” e la forma del contenitore diventa insignificante. Inizia Battiato che, in mezzo ad alcuni successi del suo ricchissimo repertorio, inserisce due brani nuovissimi (Lo spirito degli abissi e Le nostre anime). Il compositore catanese cede quindi il palco ad Alice per un breve set, a sua volta, da sola. Ma alla cantante sono sufficienti anche poche battute per ricordarci, con la sua voce ed il suo carisma, tutto il perché del suo grande successo (al quale peraltro, forse per il timore di rimanerne condizionata, ha da tempo scelto in qualche modo di sottrarsi). Ma ecco finalmente il momento di vedere i due artisti insieme sul palco, anche se solo per pochi brani, e la già palpabile emozione del pubblico cresce ancora, con la temperatura che ormai si è fatta calda nell’ultimo brano di questa parentesi (Summer on a solitary beach), che lancia il secondo set di Franco Battiato, dominato dai successi de La Voce del Padrone. Dopo Gli uccelli, infatti, con Cuccurucucù il pubblico esplode a ballare, e da lì in poi il Palaevangelisti ritorna “palazzetto”, col pubblico ormai accalcato sotto palco o in piedi sulle sedie (al punto da far scherzosamente dire a Battiato “ma mi volete mandare in galera?”). Dopo quasi tre ore il concerto arriva alla fine e, su I treni di Tozeur, ultimo brano, Alice è ancora chiamata sul palco per salutare il pubblico in un finale che non poteva che essere insieme.

SCALETTA:

(Battiato)
L’era del cinghiale bianco
Lo spirito degli abissi
No time no space
Shock in my town
Le nostre anime
Povera patria
La canzone dei vecchi amanti
La stagione dell’amore
La cura

(Alice)
Dammi la mano amore
Tante belle cose
Il vento caldo dell’estate
Per Elisa
Veleni
Il sole nella pioggia

(Battiato e Alice)
Nomadi
La realtà non esiste
Prospettiva Nevski
Summer on a solitary beach

(Battiato)

Gli uccelli
Segnali di vita
Cuccurucucù
Centro di gravità permanente
Bandiera bianca/Sentimiento nuevo (con Alice)
L’animale

Stranizza d’amuri

Io chi sono
I treni di Tozeur (con Alice)

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