Ritroviamo Alessandro “GOMMA” Antolini – alias AGA – che porta in pasto alla critica un nuovo singolo ad aprire la pista per questo nuovo lavoro che tante voci attendono. Ne parleremo ma ora concentriamoci su “Questa non è”, canzone che spesso si etichetta come non canzone, ovvero una visionaria organza digitale di gusto e di mestiere che parla di “canzone” e di quello che non rappresenta facendosi mostra. Concetti se vogliamo filosofici ma allo stesso tempo quotidiani anche dimostrati dal bel video che troviamo in rete diretto da Enrico Zavalloni: mettere in mostra ciò che regna dietro la facciata delle cose, forse unico teatro oggi della verità. Un brano davvero importante, visto che oggi di società ne parlano tutti ma sempre in modo assai effimero e di apparenza immediata. Ecco: con AGA si deve andare oltre l’immediato apparire.
A breve l’uscita del nuovo EP dal titolo “Dream On”.

Ancora voce a questo singolo che devo dire ha smosso l’attenzione di molti. Un certo modo poetico di dire qualcosa e mostrarne anche il contrario di tutto. Ed è il contrario di tutto ad essere molto interessante… non trovi?
Sono rimasto molto soddisfatto che abbia suscitato attenzioni. Il contrario rimane il punto di vista che ognuno di noi può avere nelle situazioni che accadono.

Noi parliamo di rock ma inteso più come modo di vivere e di pensare alla musica che come stile e genere… e tenendoci stretta questa linea di pensiero ti chiedo: quanto “rock” c’è dentro questa tua nuova canzone?
Più che di rock inteso come stile di vita preferisco parlare di punk un modello che approvo nell’arte da sempre. Il libero pensare ma sopratutto il libero creare mi ha sempre affascinato in tutte le arti.

Elettronica… secondo te è una forma di emancipazione del linguaggio musicale o una via di fuga dal mestiere artigiano? In generale intendo…
L’elettronica sin dal secolo scorso è stato ed è un nuovo modo di essere artigiani. Siamo nel 2020 e oggi è facile usufruirne. La mia scelta comunque è dettata da un fascino che provo per le macchine in generale.

L’ho chiesto a te che sei un batterista e che quindi provieni dal suono di uno strumento. Ecco, lasciami scendere più nello specifico: come e cosa diventa il ruolo di un batterista passando dalle pelli di un tamburo ai tasti di un sintetizzatore?
Non necessariamente si cambia di ruolo. Nel mio caso credo sia solo un completamento più esteso per la fase compositiva. Da sempre Amo il suono acustico miscelato al suono elettronico.

“Questa non è” anticipa il nuovo lavoro che si intitolerà “Dream on”. Lasciami tracciare una linea di pensiero: questa canzone mi spinge a cercare il reale oltre alle apparenze… pensando al titolo del nuovo lavoro, che siano i sogni a divenire la realtà del nostro futuro? Contorta forse ma molto interessante come domanda, spero…
Si è una bellissimo quesito ma già la risposta che si evince dalla domanda è giusta. I sogni sono la fase che più mi appartiene quando mi esprimo. Prediligo un mondo notturno fatto di ambienti e luoghi surreali che possono alle volte spiegare la realtà.

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