La musica medievale in chiave di rilettura acustica ed elettroacustica é protagonista oggi 19 maggio a Dissesto Musicale nella reunion dei quattro Acustica Medievale, gruppo storico che dalla fine degli anni 70 é maestro del genere in Italia. Nelle mani e nelle voci di Andrea Avena – contrabbasso, Paolo Benigni – voce, fiati, chitarra, Guido Benigni – chitarra, tastiere, voce, fiati, Massimo Santantonio – chitarra e midi controller, mandolino, ascoltiamo stasera in un Dissesto Musicale pieno di appassionati i brani originali, le ballate inglesi, la musica tradizionale celtica su strumenti antichi tanto quanto moderni, con in più il gusto inconfondibile del sound anni 70.
Si inizia in bellezza ascoltando la Juden Tanz come primo pezzo, scritto nel 1500, e giocato (played, come direbbero gli inglesi) su flauto, contrabbasso, chitarra e mandolino. Veloce, breve, suggestivo e ritmato. Segue John Riley, antico pezzo inglese che racconta di un amore lontano ed atteso, a cui la protagonista resta fedele. Sorpresa! Il pretendente respinto si rivela l’amato che fa ritorno. Paolo presenta poi un brano strumentale che il saggio Alfonso X scrisse nel XIII secolo, questo Madre De Deus che il vocalist e polistrumentista eseguirà sulla sua antica bombarda.
Paolo riprende la chitarra e ci racconta che un freddo 24 gennaio di 800 anni fa per le nozze di Ercole D’Este, Tilman, compositore fiammingo del 1500, scrisse questo noto brano che ora ascoltiamo, dolce ballata di arpeggi preziosi in un antico inglese ricco di atmosfera e suggestione. Ed ora un lento pezzo originale, Ralph, dedicato a Paul Mccandless, che Paolo suona con un altro antico strumento del suo ricco parco musicale.
Tempo per un medley tra la carola Angelus ad Virginem, sposato ad un tradizionale saltarello arrivato a noi attraverso un antico spartito dei pochi sopravvissuti dall’epoca, e reso in chiave moderna attraverso l’arrangiamento del gruppo. Il ritmo parte lento ed accelera via via giro dopo giro, e sembra di riascoltare un… tal Steve Winwood, o talaltri Simon & Garfunkel, contemporanei dei nostri italianissimi Acustico Medievale che come loro hanno attinto alla musica tradizionale anglosassone del Medioevo. Più recenti, Acoustic Alchemy, strumentisti divenuti famosi nei primi anni 90 per la loro ispirazione a ballate anglosassoni rese in chitarra.
Altro medley tra una ballata olandese ed un pezzo originale: Halfmoon Night, storia strumentale e cantata di un innamorato infelice che non riesce a dimenticare con una buona notte di sonno le sue pene d’amore.
Prima della pausa Paolo annuncia L’ereditiera di Keroulaz, leggenda bretone, ed un canone francese del 1600. Protagonisti la concertina, suggestivamente fusa in duetto con il suono di un Moog. Impareggiabile. Anche la pausa dei musicisti, non più in uso nei live da decenni, ha il sapore di piacevoli usi dimenticati in nome della fretta di vivere.
Si riprende a mezzanotte con una gradevolissima ballata dedicata ad un personaggio famoso dei tempi andati, seguita da 7/8, brano strumentale originale degli Acustica Medievale, arricchito da una magistrale partitura di tastiere dalle mani di Guido. É il momento di un pezzo scozzese, Hush Hush, meravigliosa ninna nanna cantata da una mamma al suo piccolo mentre salpano in nave verso l’America, sazi solo di sogni di libertà.
Si torna ai brani medievali strumentali scritti dalla band, tenuti da parte per l’ultima parte del concerto; tempo di melodie a rammentarci che la polifonia non sarebbe esistita fino alla metà del 1500, ad opera di Pierluigi da Palestrina, il monaco che per primo compose musica in cui strumenti e voce seguivano partiture e melodie diverse ed in armonia, creando di fatto i primi arrangiamenti moderni. La carrellata strumentale prosegue per un pubblico che, se all’inizio a tratti pareva più preso da attività estranee alla musica, ormai é quasi completamente muto, rapito ed attento. Non sembra più di essere nel locale dove abbiamo ascoltato tonnellate di rock. Siamo in un Auditorium, assorti in una meravigliosa musica da camera… e la magia é tutta nei quattro artisti sul palco. Di Jacques Moderne, un brano rinascimentale riarrangiato in chiave veloce, perfettamente ritmato dal contrabbasso, vivace, dal gusto di festa e danze. Il quartetto chiude con un pezzo moderno irlandese suonato con il Tin Whistle, e poi con la ballata conosciuta come Caitlin.
Bis!!! Due regali: una ballata bretone, ed un pezzo francese del ‘600, vere esplorazioni e rievocazioni giocate in punta di dita della cultura occidentale colta nel momento in cui il mondo antico cedeva il passo al medioevo, il vero embrione del nostro mondo attuale, e quale strumento più immediato della musica può raccontarlo meglio?

Ringraziamo i musicisti e Dissesto Musicale per averci ospitati.
Per saperne di più:
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