Aba_Get me High_orizzontale_foto di Erica Fava

  • Ciao Aba! Grazie per la disponibilità, è un piacere averti a 100Decibel.

Partiamo dal presente: il 17 giugno è uscito il singolo Get me High. È solo l’assaggio di quel che verrà ma promette bene. Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo disco? Quando è prevista l’uscita?

Ciao, grazie a voi! Si, stiamo completando e lucidando il disco nei suoi ultimi dettagli. Spero già dopo l’estate di farvi sentire qualcosa di nuovo. Sono molto contenta di questo lavoro perché mi rappresenta moltissimo e non mi sono preoccupata di una strategia o di fare le cose perché “funzionano”, ho semplicemente fatto quello che mi sentivo, che mi andava di fare, che fluiva.

  • Puoi dirci in anteprima quale sarà il titolo? 

No, perché non l’ho ancora scelto definitivamente. Ma quello che ho già in testa rappresenterà il mood con il quale è nato questo disco 😉

  • Nek, Mario Biondi, Giorgia, Elio e le Storie Tese, Zibba, Jermaine Paul. Sono tante ed importanti le collaborazioni che hai portato avanti con successo. Cosa ti hanno trasmesso questi incredibili artisti e come la tua musica ne è uscita cambiata?

Si posso dire di aver vissuto intensamente questi anni post Xfactor, sono molto contenta e grata di tutte queste esperienze. Sicuramente avere a che fare con questi grandi artisti e professionisti mi sembra ancora incredibile, parlare loro di persona e far sentire le mie cose è quasi imbarazzante da un lato perché pensi “o mio Dio, chissà se gli sto rompendo le scatole, quante cose avranno da fare, ma perché dovrebbero darmi retta”, e invece sono tutti molto disponibili, e, ovviamente, umani. Questo loro atteggiamento già insegna molto. E anche se non sono tranquilla al 100% quando ci parlo, perché rimane quel misto di stima e distacco voluto per rispetto nei loro confronti, mi sento comunque rigenerata anche dal semplice contatto con loro. Ne esco più forte, più grata, più “nutrita”.

  • Nel 2013 sei arrivata alla finale di X-Factor. Che bagaglio ti porti dietro di quel capitolo della tua carriera musicale? Qual è il tuo rapporto con i talent e quanto pensi possano essere delle reali occasioni per emergere?

Xfactor mi ha dato più coraggio, più sicurezza nelle mie scelte, anche semplicemente sul palco, una maggior consapevolezza e dunque una maggior propensione al rischio. Quando capisci meglio gli strumenti che hai a disposizione, capisci anche quanto puoi spingerti oltre rispetto a quello che facevi prima. I talent sono uno dei tanti mezzi che permettono ad un’artista di farsi conoscere, e se li consideri come tali, e non come un punto di arrivo, puoi sfruttare questi meccanismi per fare quello che vuoi nella vita. Sento i talent molto criticati da una massa di persone che non capiscono la reale natura del programma. E’ chiaro che essendo un programma tv ha dinamiche che differiscono dalla musica reale, ma non credo esistano al mondo gli strumenti perfetti per fare ciò che si vuole in ogni ambito della vita. E’ un mezzo, se lo sai sfruttare otterrai buoni risultati, se ti lasci condurre dal mezzo, finirai in tempesta. Alcuni mi chiedono se ne sono uscita disillusa. Assolutamente no, nessuno mi ha promesso niente, non avevo alcuna illusione di “farcela”, è stato un percorso sudato, e non ho dato niente per scontato. Così è la vita e così deve essere l’atteggiamento con cui si affronta una opportunità cosi grande.

  • Sempre parlando di X-Factor c’è stato il fattore Elio. Quanto la sua figura in veste di giudice e mentore ha influito nella tua crescita?

Elio mi ha artisticamente coccolato e sono stata molto fortunata ad averlo come coach. Lui e Alberto Tafuri sono stati una benedizione. Ci sentiamo ogni tanto, è sempre aggiornato sui miei movimenti, ed abbiamo avuto anche la possibilità di collaborare. Non posso proprio lamentarmi.

  • Cantante, attrice, manager: da The Apprentice a X-Factor passando per Un posto al sole e infine Crozza nel paese delle Meraviglie. Da Briatore a Crozza, due mondi completamente diversi e spesso ironizzati dal comico ligure. Come hai vissuto l’esperienza televisiva con Maurizio? Come è cambiata la tua vita?

Maurizio è un grandissimo professionista, sempre cosciente di tutte le parti del suo spettacolo e attento ad ogni virgola. Mi ha insegnato la caparbietà nel realizzare quello che si ha in testa, la professionalità di molte ore di prove per raggiungere il risultato, la precisione della fusione di diverse aree artistiche per creare il prodotto finale. Chi dice che gli artisti non lavorano, probabilmente non ha mai visto un artista impegnato nel proprio campo, e sicuramente Maurizio è uno di quelli che lavora sodo.

  • Hai una vocalità molto potente e ben educata, un repertorio che va dal blues al pop, passando per il soul e il jazz. Quali sono i tuoi punti di riferimento nel panorama internazionale musicale?

In macchina sono molto monotona, ascolto praticamente solo Beyonce, la mia divinità. In generale ascolto anche molte cose diverse. Mi preparo delle playlist di cose sentite in giro e le metto in sottofondo mentre faccio altro (la doccia, la spesa, la cena…), come per assorbirle. Per quanto riguarda le influenze per la mia musica invece, credo tutta la parte di musica afro-americana che spazia dal blues al gospel, al jazz, rnb contemporaneo, neo soul ecc. In particolare in questo periodo ascolto Luke James, Jessie J, Jill Scott, India Arie (ma la lista è lunga).

  • Una risposta senza pensarci: quali sono le tre canzoni che non possono mancare nel tuo lettore mp3?

Costruire – Niccolò Fabi

Ready for love – India Arie

Kissing you – Des’ree

  • Un’ultima domanda di rito: dove ti vedi da qui a dieci anni? Quali sono i progetti da realizzare?

Qualsiasi cosa abbia a che fare con la musica va bene. Mi piace molto cantare live, ma anche l’organizzazione degli eventi musicali (anche per altri artisti) mi fornisce linfa vitale. Che sia di fronte o dietro al palco, unire la musica con un lato più pragmatico è il fil rouge della mia vita ☺

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